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sabato 5 luglio 2008

Nella Val Venosta e nella Val Martello

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Non scrivo quasi mai sul blog il modo in cui trascorro le vacanze, quello che faccio o non faccio, modello Twitter, perché non adoro tenere questo spazio sul web come un diario personale, del tipo: stamattina ho stirato, poi ho suonato, poi ho mangiato, poi ho dormito, poi sono uscita in piazza, poi sono andata a comprare il latte, poi ho letto, poi ho fatto un giro in bici, poi ho fatto la doccia, poi ho cenato e poi ho guardato il cielo stellato prima di andare a letto.
Non capisco a chi potrebbe interessare sinceramente.

Piuttosto, l'ultimo weekend è stato un po' particolare. Sono stata con S. in montagna due giorni. Gli ingredienti e i sapori di questa piccola escursione sono stati: logicamente, aria pulita, poi caldo, un po' di sudore, acqua acqua e acqua, un po' di acido lattico ai muscoli delle gambe, entusiasmo e bellezza, natura, fiori, Merano, bolle di idromassaggio, finferli, Strauben e soprattutto fragole!
Queste parole riassumono un po' tutte le attività che abbiamo fatto. E ora, una carrellata di immagini per rendere meglio l'idea! Altre foto con relative didascalie le ho caricate anche sul mio account Flickr. (La prima che ritrae lo Strauben, un dolce fritto con marmellata di fragole, l'ho trovata su internet, non è mia, ma ne ho mangiato uno uguale identico...il diametro è come quello di una pizza).

giovedì 12 giugno 2008

Via libera

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Un'esibizione di fronte a un pubblico è sempre traumatica, soprattutto quando sei da sola.
Tu e loro. Quello che tu vuoi dare a loro di tuo e quello che loro si aspettano da te.
Risponderò alle loro pretese? Sono troppo esigenti? Troppo poco? Basterà quello che so fare per compiacerli?

E tra il pubblico, c'è gente che ti vedrà solo per quella volta, c'è gente che ti conosce letteralmente da una vita, altra che ha sentito parlare di te come quella che... quella che...
La tua reputazione si giocherà in quegli attimi di esibizione. Sono tutti tuoi. Tre, quattro minuti che devi gestire il meglio possibile. Poi magari in anni farai cose più grandi, che ti riempiranno di altre gratitudini e lodi, ma intanto hai tre minuti. Concentrati, respira profondamente. Inizia la danza.

Fatti trascinare da quella!!! Lasciati andare, e rimani concentrata sul tuo strumento, sui tasti che hai davanti, non guardare la signora di fronte che sta sorridendo per motivi suoi, non tuoi.
No, non sono più capace di concentrarmi come una volta. Tutto mi distrae. Il pianoforte ha un po' di polvere... un panno, per piacere! Voglio che sia lucido, nero!

E poi penso alla gente. Intanto, il primo errore. Cacchio, quell'accordo lì non l'ho mai sbagliato! E mai mi sarei sognata di farlo. Prendo consapevolezza di una tragedia: non sono in grado di gestire né la concentrazione, né tantomeno le emozioni.
Il primo di una serie d'accordi "steccati"... pace.
Fine. Dai, su un applauso. Cavolo! No! Perché applaudite??? Per prendermi in giro? E allora prendiamoci in giro tutti: anch'io mi inchino alla fine. Contenti ora? Me ne vado.

Per certe cose, ero molto meglio in seconda media.

domenica 25 maggio 2008

Riepilogo settimana

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Questa settimana è stata particolarmente ricca e impegnativa.

Fino a mercoledì i pomeriggi (e le mattine...) occupate dalle prove per lo spettacolo di teatro, che finalmente si è tenuto mercoledì sera alle nove e mezza, seguita da un ritrovo notturno tra noi della compagnia e un po' di "esterni" (ex liceali bagattiani) al Marienplatz, dove abbiamo riso, bevuto e mangiato.
Le Fenicie. Un anno di preparazione che mi sfugge ora, ripensandoci. Non capisco come siamo arrivati alla fine di questo lungo percorso in così poco tempo, in così tanta fatica, in così tanta collaborazione, soprattutto noi del coro! Ne abbiamo anche perse due per strada ora che ci ripenso.
I commenti alla rappresentazione della tragedia di Euripide? Mooooooooooooolto positivi. E' piaciuto, ha colpito. Della mia classe c'erano soltanto due ragazze, uno è rimasto fuori. In ogni caso, sono rimaste sbalordite da come sono stati interpetati i personaggi: le madri, i fratelli, il padre, il coro...

Poi, c'è stato il saggio della scuola di musica. Io ho suonato due pezzi, un allegro e un'invenzione a tre voci di Bach, e poi, per la prima volta nel mio umile vissuto, anche un pezzo a quattro mani, che per paradosso è stato quello meglio riuscito.

Infine, le verifiche e interrogazioni in questi ultimi giorni si sono particolarmente addensati nel calendario scolastico. Ancora due settimane... e per quest'estate ci sono tanti progetti e lavori da fare!
Ho voglia di fare, fare e fare...

domenica 27 aprile 2008

Brescia-Desenzano su due ruote

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Uff, biciclettata terminata!

Devo dire che alla fine di una giornata piena di impegni o comunque di movimento, sono sempre soddisfatta, realizzata, ecco... per aver sfruttato al meglio il tempo. E, per oggi in particolare, il sole, la natura, l'aria, gli amici. Il puro e sano divertimento.

Partiti verso le nove da casa, giungiamo io e mio fratello alla stazione, e ritrovo Sere, Tommi, Beppe ed Enrico dei ragazzi di Desenzano. Tra l'altro, abbiamo rischiato di brutto di perderci questa biciclettata, perché proprio stanotte qualcuno ha fatto irruzione nelle cantine del nostro condominio, spaccando completamente i lucchetti e rubando un po' di cibo e una bici da corsa al vicino... per fortuna da noi non hanno toccato nulla... e le bici erano lì salve stamattina.

Arriviamo a Brescia, dove il nostro gruppettino si ricongiunge con gli altri ciclisti bresciani; una stima che ho sentito da altri mentre pedalavo voleva che fossimo circa 500 in tutto! Un biscione lunghissimo che spesso ha anche creato disagi a qualche automobilista. In effetti, non finivamo più di attraversare tutti nei vari incroci.

Serenità. E' questa sensazione che mi ha tenuta distratta dal mio carattere quotidiano, e che riscopro quando ho poco a che fare con la gente di ogni giorno. E' l'aria, è l'aria... i profumi, le campagne.

Fantastico anche il clima. Forse un po' troppo caldo verso le 2, in compenso mi sono abbronzata le braccia con il sole che c'era. Non è stato nemmeno faticoso, perché abbiamo fatto una lunga sosta per pranzo, mangiando e riposandoci tra una chiacchiera e l'altra sempre al sole. Per precisione, ci hanno dato del riso al gorgonzola, davvero ottimo, con pane, salumi affettati, grana, fette di panini al formaggio e a una salsa che non ho riconosciuto... e una salsiccia cruda.

E poi.... le disceseee!! uuu! L'unica parte un po' impegnativa è stata quella per salire su a Maguzzano, ma nemmeno tanto, eh...

Tornati alle Tre Stelle per le 3 e mezza, percorrendo la strada che, come ha detto Tommi, sembrava quella per tornare da scuola, avendo visto che c'erano soltanto dei biscotti come merenda (e io speravo in qualcosa di abbondante, visto il pranzo!!!), ho fatto una passeggiata al parchetto del laghetto con un gelato in mano.Troppa gente!

E domani, si riparte, con un'assemblea d'istituto che sarà spesa con le prove di teatro. Il coro non va avanti se non ci siamo tutte tutte...

venerdì 28 marzo 2008

Un venerdì

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Per stamattina era programmato, a scuola, il primo tema in classe dell'anno sui Promessi Sposi.

Premetto che il lavoro di quest'anno sul romanzo storico italiano per eccellenza non mi soddisfa per niente e tantomeno mi entusiasma e/o mi incita a studiare con grande approfondimento gli spunti dei vari capitoli. A dirla tutta, sono un po' stanca di fare l'autodidatta; per quanto possa essere una provocazione e una sfida verso se stessi tentare a casa di ricostruirsi analisi del testo, dei personaggi, delle tematiche e degli artifici stilistici da soli, dopo un po' si comprende che è necessario un confronto con chi ne dovrebbe essere più esperto. Perché se l'apprendimento si riduce nell'autoassegnarsi come compito lo studio sull'analisi di un testo come i Promessi Sposi, beh, ci sono le pagine di riassunti a fine capitolo, e tanto vale non partecipare più alla lezione, no? Se essa si limita a un mero lavoro di lettura...

Ad ogni modo, la traccia era molto vasta (odiosamente vasta) e abbracciava ben quattro personaggi cruciali: Lucia, l'innominato, Gertrude e don Rodrigo.
Per me è stata un'impresa ardua riuscire a sintetizzare correttamente le caratteristiche salienti dei quattro; non riuscendo ovviamente ad analizzarli singolarmente, ho optato per la presentazione "a confronto"... L'unico problema è stato che poteva risultare troppo un discorso a compartimenti.

Forse, se riesco ad accorciarlo, mi verrà anche voglia di scriverlo al computer e pubblicarlo.

Il pomeriggio, dopo aver mangiato fuori un po' di pizza e mezzo coppetta di gelato, visto il caldo, ennesime prove di teatro: duro lavoro ancora con il coro, stavolta le tavole d'Armonia... i nuovi movimenti suggeritici dal regista sono più concreti e aiutano di sicuro a capire di più ciò che il coreuta di volta in volta racconta al pubblico, che non dei gesti e movimenti puramente di leggerezza e grazia che eravamo intenzionati a fare inizialmente.
Poi, un'oretta di tregua, ho suonato un po', rispolverato più che altro brani che non toccavo da una settimana, e concludo la serata con un po' di nuoto.

Prima di dormire, lavoro un po' al computer, (mentre) leggo Kundera, e mi addormento pensando ai discorsi inutili e a quelli apparentemente scontati... o ai ragazzi che, costretti a cambiare parole o modi di ragionare in base alle persone che si ritrovano davanti, spesso trovano "da soli" risposte, o almeno partono col piede giusto per trovarle, a domande impegnative e che non si esaudiscono certo con una sola discussione, ma che necessitano di essere riviste, ripensate, ricredute, riobbiettate.

Pensare che alcuni se la possono cavare fuori da alcuni seri problemi con i giusti spunti, ma qualcuno che li aiuti è necessario...

Spring sprint

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Nel tragitto scuola-casa, sono rimasta colpita dalla varietà di profumi di fiori, che si rinnovavano ogni ventina di metri: lo spazio di cambiare vista su un altro giardino, e il tempo di venire invasa dai corrispondenti profumi... Esalazioni primaverili, e "umidità da serra", non lasciavano quasi il tempo di respirare.
Un bombardamento anche visivo, oltre che olfattivo: mandorli, magnolie, crochi, viole, margheritine qua e là... Me ne sono accorta sol'oggi; a quanto pare i fiori hanno la capacità di aprirsi silenziosi, discreti, non vogliono richiamare l'attenzione su di sé se non a opera compiuta, ovvero quando sono tanti, quando ognuno non è che una piccolezza dell'intero. Solo così possono fare effetto.
Il fiore solitario è arrogante, anche se spesso irresistibilmente bello.

"Oggi è più primavera del solito", mi ha detto F. tornando da teatro... Come se anche la primavera avesse degli sbalzi, ogni tanto, di temperanza e di intensità, degli sprint e dei rallentamenti; come se avesse un suo pulsare; e il suo ritmo determina quello di tutti gli altri.

E' bello che non ci sia nulla di assoluto, nel mondo.

venerdì 21 marzo 2008

Routine vacanziera

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Sì, anche per me queste non sono vacanze. Forse meglio così.

Gli orari dei vari impegni sono più scanditi e incalzanti che durante una normale monotona settimana scolastica.

Perlomeno, sono impegni più divertenti.
Stamattina a teatro per 4 ore... Alla fine sono state 3 e mezzo. Si sono susseguite le varie scene in una forma abbastanza precisa per la prima volta. Il corpo dello spettacolo sta lentamente prendendo forma.
Il coro purtroppo è il "personaggio" meno definitivo di tutti, e tale rimarrà fino all'ultimo, sicuramente, perché oggetto di continui cambiamenti e adattamenti a quello che succede in "campo". Poi, i movimenti di noi fenicie saranno un continuo mutare e perfezionarsi.
C'è ancora tanto da lavorare secondo me.

Oggi pomeriggio, invece, ho provato con Valentina il pezzo a 4 mani. Due orette circa di reciproco ascolto e forte collaborazione. In musica più che da qualsiasi altra parte si percepisce l'incastro, l'intreccio degli sforzi di ciascuna, dell'attenzione che prestiamo l'una all'altra. Forse ancora più che nel coro delle fenicie...
Risultato? Distinto direi. Ora c'è solo da accelerare il tutto, mantenendo potenza (è una danza piuttosto marcata, ma da suonare "con passione", come c'è scritto in un indicazione sullo spartito) e assoluta precisone del ritmo, nonostante i rallentandi e difficoltà nell'eseguire alcuni accordi in semicrome.

Non vedo l'ora di goderne un ascolto della versione definitiva, magari anche dall'esterno, grazie a una registrazione.

Variazione

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Oggi è la mia prima merenda che non contempla arance come frutta.

Che cosa allora?


La mia prima merenda dell'anno con...

... fragole e yogurt! Mmm... Ha riacceso in me la voglia di estate e di rosso!

Rosso cocomero, rosso ciliegie, rosso frutti di bosco, rosso amarena, ovviamente.
Rosso gelato.

A tra poco...

sabato 8 marzo 2008

Passati!

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Una notizia-flash, tanto breve quanto entusiasmante!

Non so se rendo, ma...


SIAMO TERZI CLASSIFICATI ALLA DISFIDA DI MATEMATICA

gara a squadre tenutasi a Brescia, lì 7/06/2008, inizio ore 15.20

E tra l'altro, abbiamo anche battuto il liceo Calini di Brescia, sorpassati soltanto dal Leonardo e dal Copernico!

Woooooow!!!

Ma la cosa più importante è la conseguenza di questa vittoria: si va a Cesenatico quattro giorni, nei primi di maggio!

Che squadra, ragazzi!

Tra i premi (matite, libri) che mio fratello ha vinto come più piccolo partecipante alla gara (piccolo di età, eh!), c'era anche un cd per l'installazione di Linux... Dopo tutta la pubblicità che ho trovato nei vari siti di Internet e in alcuni blog, mi è sembrato strano che qualcuno non sapeva ancora cosa fosse! Hihihi!

mercoledì 21 novembre 2007

La parafrasi non fa bene

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Anche voi trovate l'operazione che i professori dalle medie in su chiamano "parafrasi" semplicemente inutile e raccapricciante?

Oggi abbiamo affrontato l'Infinito di Leopardi, che già conoscevo a memoria dalle medie. Lasciando perdere la cambiatissima impressione che mi ha fatto nel rileggerla oggi rispetto a due anni fa circa (e anche la cambiatissima intonazione che le ho dato... brrr, non mi riconoscevo), con la tirocinio, si è cercato di spaziare un po' tra le parole della poesia (che poi perché certi individui cercano sempre di dare una migliore impressione in situazioni con gente che si vede per poco tempo, che mai più si riincontererà, che con quelli con cui hai a che fare quotidianamente...)

A fine lezione, ci è stato assegnato come compito quello di scrivere la parafrasi.
Dopo essermi stato rimproverato che non sono in grado di apprezzare tanta bellezza in pochi versi, perché ho avuto un momento di mancanza di autocontrollo di fronte a una battuta di un compagno, ci viene imposta una parafrasi.
Io personalmente le vedo come gli scritti più riduttivi che ci possano essere. Sciolgono la poesia completamente, la scardinano, la rendono neutra, la abbassano, le fanno toccare la regolarità, la normalità, sia delle parole, che della costruzione delle frasi.

La scombinano.
Le arruffano i capelli, prima rifinemente raccolti, e li ripettinano normali.. normali!!! (Questo aggettivo è scandaloso per una poesia come lo è la parola "finito" per Hilbert).
Struccano il suo volto.

E poi, se c'è un comportamento che non sopporto da parte di qualsiasi adulto che si ritenga possedere anni e anni di esperienza più di uno studente, è quello di entrare nella sua coscienza in modo drammatico. Dirgli: "ma che ne sai tu delle bellezze della vita, dei dolori, tu che stai tutto il giorno con l'i-pod alle orecchie? Hai mai sofferto davvero? Non credo proprio, sai! Dovresti inchinarti davanti a una poesia come questa, sei superficiale, siete superficial; ma pensate che la vita sia solo la canzoncina? Vi sbagliate."

Ma come si osa invadere uno spazio umano e sempre vivo, e così (ahimé) delicato, com'è la nostra cosceinza, la nostra anima? Come intromettersi in quegli spazi così riservati, che basta davvero poco per venire spiazzati completamente, perché suscita ricordi in bilico, non ancora assimilati.

Chi non sa di noi, è meglio che non parli di noi.

lunedì 24 settembre 2007

Organizzo i pomeriggi... e mettiamoci anche il blog!

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E' piacevole addormentarsi la sera con la consapevolezza di aver fatto tante cose, di aver scoperto nella quotidianità di un qualunque lunedì pomeriggio (della mattina non ne parliamo...), portatore di una settimana tonda tonda, la giusta ripresa di obblighi e studi.
Mi mancava l'organizzazione a incastro del pomeriggio lavorativo, che avevo abbandonato già agli ultimi di maggio: incastrare bene tra loro le varie materie scolastiche, la pausa, il giro al supermercato, il piano ♫ ("codice": Alt+526, per chi non lo sapesse...hehe; provate altre combinazioni, sempre con Alt + 2 o 3 numeri a caso) , la musica alle orecchie.

MA. C'è un ma. Ragazzi, c'è un elemento in più: il blog! Dai, dovrò stare attenta a questo blog, devo considerarlo, altrimenti mi sballa tutto l'orario; è capace di fregarmi completamente. Soprattutto perché è causa di sconcentrazione, inserendomi in quel cerchio di nome curiosità che mi porta soltanto a divagarmi in mille altre cose da vedere, blog da esplorare, curiosità da approfondire. Internet. Quei maledetti link! Quella ragnatela che creano!

Intanto, devo ancora studiare chimica...