L'assemblea d'istituto di oggi, un lunedì dopo il ponte del 25 maggio, per quasi la totalità degli studenti del nostro liceo ha fatto da coda ai tre giorni di vacanza.
Io non ho partecipato direttamente, poiché sono stata impegnata nel laboratorio di teatro con le prove per lo spettacolo.
Comunque per oggi era prevista un'organizzazione leggermente differente rispetto al solito: l'assemblea è stata bitematica, si poteva trattare o di politica o di mafia. Per testimonianze, ho saputo che i gruppi andati meglio sono stati quelli della visione di un film. In particolare, è piaciuta "La rosa bianca".
Due gruppi dibattito ho saputo che sono stati sciolti praticamente da subito... per mancanza di persone o responsabilità dei relatori.
Andata male, insomma, da quanto ho capito.
Poi, per esempio da noi mancava anche la profe dell'ultima ora, quindi nemmeno l'appello finale si è fatto... e la tentazione di uscire già dalle dodici e mezza anziché all'una era forte per tanti...
A questo punto dico che le assemblee d'istituto non servono a nulla nel nostro liceo. Mi dispiace anche, ma lo vedo che sono una totale perdita di tempo.
lunedì 28 aprile 2008
Assemblea d'istituto del 28/04
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Meghi
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20:43
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venerdì 21 marzo 2008
Routine vacanziera
Sì, anche per me queste non sono vacanze. Forse meglio così.
Gli orari dei vari impegni sono più scanditi e incalzanti che durante una normale monotona settimana scolastica.
Perlomeno, sono impegni più divertenti.
Stamattina a teatro per 4 ore... Alla fine sono state 3 e mezzo. Si sono susseguite le varie scene in una forma abbastanza precisa per la prima volta. Il corpo dello spettacolo sta lentamente prendendo forma.
Il coro purtroppo è il "personaggio" meno definitivo di tutti, e tale rimarrà fino all'ultimo, sicuramente, perché oggetto di continui cambiamenti e adattamenti a quello che succede in "campo". Poi, i movimenti di noi fenicie saranno un continuo mutare e perfezionarsi.
C'è ancora tanto da lavorare secondo me.
Oggi pomeriggio, invece, ho provato con Valentina il pezzo a 4 mani. Due orette circa di reciproco ascolto e forte collaborazione. In musica più che da qualsiasi altra parte si percepisce l'incastro, l'intreccio degli sforzi di ciascuna, dell'attenzione che prestiamo l'una all'altra. Forse ancora più che nel coro delle fenicie...
Risultato? Distinto direi. Ora c'è solo da accelerare il tutto, mantenendo potenza (è una danza piuttosto marcata, ma da suonare "con passione", come c'è scritto in un indicazione sullo spartito) e assoluta precisone del ritmo, nonostante i rallentandi e difficoltà nell'eseguire alcuni accordi in semicrome.
Non vedo l'ora di goderne un ascolto della versione definitiva, magari anche dall'esterno, grazie a una registrazione.
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Meghi
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domenica 24 febbraio 2008
Idiomi sfuocati
Una rana...
Ultimamente abbiamo installato una parabola per la tv in modo da poter guardare i canali dall'Albania; oggi a pranzo era accesa (la tv, intendo), le voci del presentatore, del giornalista, della cantante arrivavano in cucina.
Mi sono chiesta come deve essere per uno che non conosce l'albanese la musicalità e il ritmo di questa lingua. A me sembra tanto normale...
Quando sento qualcuno, che sa l'italiano, attaccare a parlare un'altra lingua, spesso mi pare che cambi anche l'altezza della sua voce e il modo di emettere i vari suoni non è più lo stesso. Sembra un'altra persona quasi... più dolce, più decisa, più timida, in base alla lingua.
Fa effetto...
Così, curiosa di sentire parole della lingua albanese con le orecchie di uno che la ignora, ho cercato di estraniarmi dalla mia capacità di collegare suoni a significati; dopo quasi dieci minuti di tentativo, ogni tanto c'era qualche frasettina sparsa che ascoltavo soltanto per la musicalità e l'impressione generale, immediata e incondizionata, che le mie orecchie percepivano. Per poi ritornare normale. Avevo l'impressione che si ha quando si vuole mettere a fuoco con gli occhi un oggetto più vicino o più lontano a noi, oppure quando si cerca di scoprire la doppia interpretazione di un disegno illusionista (quei giochini che si trovano nei giornali).
Quindi, i due punti di vista uditivi (che sinestesia, eh!) si confondevano, prima prevaleva uno, poi l'altro. Ma per pochi istanti...
Come mi è sembrato? Simile un po' al russo. Per le vocali e per le sh, forse.
Però, dimenticare di sapere è difficile. Non riuscirei mai a tentare qualcosa di analogo con l'italiano, ne sono convinta. Sfumare la conoscenza e i legami quasi involontari che il nostro cervello effettua fino alla dimenticanza, di questo si tratta.
Mi viene in mente l'esercizio a teatro, venerdì scorso.
Non ne ero capace. ... o un cavallo?
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Meghi
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18:12
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domenica 28 ottobre 2007
Giornata to remember
Forse ora registrerò fatti che interessano solo a me, e per la memoria del mio blog-diario, ma non importa assolutamente nulla, vero?
Ieri è stata una giornata intensissima, tanto che sono arrivata alla fine di essa al limite delle forze.
Ora che ci penso, l'intensità non era di sicuro fisica, ma solo di concentrazione e di nervi.
Ma procedendo con ordine... Arrivati alla scuola media di S. Felice (e che scuola...), dopo un po' di tempo necessario per sistemare le valigie e il palco, abbiamo provato per due ore abbondanti.
Un po' di ruggine ce l'avevamo tutti, si è notato; un po' di stanchezza, pure. Qualcuno ha anche dato qualche segno d'impazienza, ma prima dell'inizio dello spettacolo tanta tanta tanta tensione. Personalmente, mi sono stupita di me stessa: dopo 8 repliche, non avrei mai pensato di riprendere in vita l'agitazione che mi ha alimentata nella prima.
Io avrei voluto filmare questo spettacolo, e far girare la pellicola delle 1-ora-e-mezza-moltiplicato-per-nove-che-è-il-numero-di-repliche, e godermela tutta di fila. Probabilmente le prime due o tre saranno tutte molto simili, qualcosa forse incomincia a cambiare dalla quarta, quinta... un po' di indifferenza ormai nella sesta e successivi... chissà che andamenti si delineano nell'osservarli bene!
Ci sono state dei particolari stimoli ieri che mi hanno animata in modo particolare. E nel bel pieno di questo evolversi continuo, il nostro Fausto ci ha parlato di motivazione.
Dovrei forse rendere conto a tutti quelli cui ieri non ho risposto del motivo per cui non l'ho fatto?
No, certo che no. E' incredibile come ci si possa trasformare da un attimo a un altro, per cause intestine a noi.
Non si chiama essere lunatici.
E forse parlare ed agire nel momento in cui qualcosa si muove dentro, automaticamente traspare ed è pronto lì per essere accolto da chi ti ascolta o ti vede.
Come mi piace parlare di cambiamenti!
Ritornando a ieri sera, una grande sopresa è stata appunto l'incontro con Cassa. Non mi era mai capitato di attuare il processo inverso rispetto a quello che capita, per essempio, con quelli della blogosfera desenzanese: dal contatto della vita reale, e da un ricordo visivo, gestuale di un blogger, intravedere e cercare una conferma di questo contatto nelle parole scritte e nei commenti; qui invece, dai commenti e ai post scritti, ha preso forma questa personalità, che ieri si è concretizzata con un incontro vivo. Uao!!! Queste piccole cose mi entusiasmano, mi girano la giornata da così a cosà!
Poi Stefy è venuto a vederci, così come Micaela e Anna.
Poi abbiamo mangiato la pizza tutti insieme (grazie ai profe!).
Poi mi sono quasi addormentata in macchina di Daniel al ritorno.
E poi le luci si sono spente. E dopo la scena di Hilbert, non è un sollievo da poco.
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Meghi
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giovedì 27 settembre 2007
Si ricomincia
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Meghi
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mercoledì 26 settembre 2007
La ragione, la TENACIA, e l'amore
Anche le nostre fatiche hanno evidenza agli occhi di tutti! Un po' di rispetto al nostro lavoro!
Sto parlando del laboratorio teatrale di matematica, quello portato avanti con così tanto amore, tenacia e menti scientifiche (...) che non poteva che risultare quello spettacolo di gioco tra imbonitori, pubblico e incarnazioni di vecchi personaggi storici, nell'ambito ovviamente della matematica, che è stato l'anno scorso.
9 repliche in diversi teatri di Brescia, quindi tanto di cappello ai protagonisti che reggono questo gioco, soprattutto per la pazienza (...)! (Per non parlare delle prossime due repliche).
E allora, grazie a Chiara, sul blog del Teatro del liceo sono state selezionate alcune foto dello spettacolo "La ragione, la tenacia e l'amore" (detto sfumando in decrescendo).
Mi sembrava ingiusto che ci fossero soltanto quelle dell'indiscutibile "Sotto il bosco di latte"... E non mi rimane che fare pubblicità al nostro gruppettino di 15 teatranti...
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Meghi
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19:03
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