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lunedì 16 giugno 2008

Perché?

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Ecco una dimostrazione di come la mentalità di una nazione si rispecchi anche nelle piccole cose e fatti quotidiani...

In Italia la tipica domanda da rivolgere quando si incontra uno studente o uno scolaro nel periodo metà giugno è: "Sei stato promosso?"

In Albania, nella stessa situazione, si chiede invece: "Hai concluso con tutti 9 e 10?"


Domanda: dove sarà maggiore lo spirito di competitività e la volontà di primeggiare???

sabato 3 maggio 2008

Shutdown Day

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TORONTO (Reuters) - Il 3 maggio spegnete tutti i dispositivi elettronici per 24 ore e godetevi un po' d'aria fresca all'aperto. E' l'invito degli organizzatori del secondo Shutdown Day globale annuale, secondo i quali usare computer, televisori e gadget elettronici ha un impatto negativo sulla società. "Le persone non riescono a socializzare a diventano sempre più introverse", ha detto in un'intervista Ashutosh Rajekar, cofondatore di Shutdown Day che ha sede a Montreal. L'anno scorso il gruppo ha ricevuto 50.000 messaggi da tutto il mondo sul suo sito web http://www.shutdownday.org/, da persone che si erano impegnate a non usare dispositivi elettronici per un giorno. Quest'anno, fino a questo momento, sono quasi 12.000 le persone che si sono impegnate a spegnere tutti gli apparecchi per 24 ore. In occasione dello Shutdown Day, il gruppo progetta di ripulire parchi e piantare alberi nella zona di Montreal, e spera che vengano organizzate iniziative del genere in tutto il mondo.

fonte:
http://www.mytech.it/mytech/news/articolo?ix=A006013070932

mercoledì 5 marzo 2008

Compagnie da fumo

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A differenza di quanto credevo, ingannata forse dall'eccessiva quantità di firme e qualità, le sigarette e il tabacco che si vendono nel mondo sono dominate solo da poche grandi multinazionali:

- American Brands
- BAT

- Hanson

- Philip Morris
- Rembrandt
- RJR Nabisco
.

Se andate a verificare, tutti i siti di queste compagnie espongono i rischi derivanti dal fumo e quanto esso sia dannoso alla nostra salute, ecc ... le solite cose che si sentono in giro. Addirittura la Philip Morris sostiene di essere a favore delle leggi che pongono un'età minima per la vendita delle sigarette, in quanto sostenitori di una politica che cerca di limitare i decessi annui per tumore ai polmoni. Che poi ogni anno muoiano 2,5 milioni di persone lo stesso è un altro conto...

Leggo alcuni numeri che ho trovato su internet:

  • le vendite di tabacco aumentano ogni anno del 2%;
  • ogni giorno le compagnie americane spendono 11 milioni di dollari in pubblicità: più di quanto il governo USA spende per la prevenzione del Fumo in un anno;
  • in 25 anni, il consumo di sigarette è aumentato del 70% nel Terzo Mondo;
  • un chilo di tabacco costa circa 2 $, e serve a produrre 1.400 sigarette;
  • l'industria americana del tabacco controlla un mercato di 50 miliardi di dollari l'anno.

Ecco, questi i dati essenziali. Con un briciolo di consapevolezza, si commentano da sé...
Per il primo punto, beh, la popolazione è in costante aumento, quindi anche il tabacco venduto è proporzionale a questo fenomeno, no?
Per il secondo: avete presente quanti cartelloni della Marlboro ci sono nelle piste di Formula 1? Oppure i cammelli della Camel sulle moto GP? Il pretesto delle pubblicità è: servono soltanto per cambiare la marca del prodotto di gente già fumatrice. Sì, come no. E come si spiega quindi che la quota di per i minori di 18 anni, la quota di mercato delle sigarette Camel è balzata da meno dell'1% al 33% in tre anni, grazie ad una campagna pubblicitaria di alto livello, con protagonista un personaggio dei cartoni animati?

In particolare, è interessante il discorso della Philip Morris.
Essa attinge il 56% dei suoi guadagni totali dalla vendita di prodotti alimentari. Leggo, infatti, con grande stupore, che è essa ad avere il controllo di queste marche di prodotti di consumo:

Miller (birra)
Suchard, Toblerone, Cote d'Or, Milka (dolci)
Kraft, Philadelphia (formaggio)

E, ovviamente, tra le sigarette: Marlboro, Cartier, Chesterfield, Merit, Dunhill, L&M, Lark, Consulate, Sinclair, Vogue, Rothmans, Royals, Piccadilly.

Quindi, per chi volesse boicottare, direi che potete partire benissimo da questa multinazionale...

martedì 11 dicembre 2007

L'inesattezza dei numeri

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Ieri non so per quale motivo mi sono arrivate per posta ben 8 catene di Sant'Antonio, tutte da compagni di classe (si vede che non c'era molto da fare per stamattina).

Iniziando ad aprirle una ad una, le eliminavo come spam. Solo una mi ha attirato l'attenzione, l'ultima: innanzitutto lo stile di scrittura era normale (nel senso che era nera e con caratteri omogenei, già questo è un traguardo).

Copio-incollo:

1. New York City ha 11 lettere 2. Afghanistan ha 11 lettere 3.Ramsin Yuseb (il terrorista ke aveva progettato di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere 4. George W Bush ha 11 lettere Questa potrebbe sl essere una coincidenza ma diventa più interessante mano a mano ke la leggete 1. New York è l' 11° stato 2. Il volo 11 aveva 92 passeggeri ( 9 + 2 = 11) 3. Il volo n° 77 che si scontrò con le Torri Gemelle, aveva 65 passeggeri (6 + 5 =11) 4. La tragedia avvenne l'undici settembre, anhe conosciuto come 9/11 ( 9 +1 + 1=11) 5. Come magari sapeteil numero di emergenza degli USA è 911 ( 9 + 1 + 1=11) Ancora solo una coincidenza? Continuate a leggere! 1. Il numero totale delle vitteme degli aerei che si contrarono=254 ( 2 + 5 + 4 = 11) 2. L'undici settembre è il 254° giorno dell'anno ( 2 + 5 + 4= 11) 3. La tragedia di Madrid: 3.11.2004 ( 3 + 1 + 1 + 2 + 0 + 0 + 4 =11) 4. La tragedia di Madrid era 911 giorni dp la tragedia delle Torri Gemelle pensi ancora ke sia una coincidenza?? Prova questo e poi dimmi cs ne pensi: Questa è La più strana di Tutte Apri Microsoft Word, 1. Scrivi in maiuscolo Q33 NY. Quello è il numero del primo aereo ke piombò nelle Torri Gemelle 2. Seleziona 3. Cambia la dimensione a 48 4.Cambia la scrittura a WINGDINGS (WINDINGS 1) >>>>>>>>>>>>>>>>>Fa PAURA O COSA????!!!!!!!!!???????? Qst è davvero strano...... Re invia questa e mail a tt i tuoi contatti in 11 minuti...... se n lo fai i tuoi amici nn avranno l'opportunità di essere un pò perplessi!!!! come lo sei rimasto Tu!!!
L'ultima richiesta era particolare.
Escono, per chi non ha voglia di farlo, cinque figure, una di seguito all'altra: un aereo, direzionato verso destra; due pagine scritte; un teschio nero (come il simbolo delle bandiere dei pirati); una Stella di Davide.

Tutti questi 11....
Come fa certa gente a passare ore della sua esistenza alla ricerca di queste coincidenze???
In questa pagina trovate conferma, e ampliamenti, riguardo lo "strano caso".

L'ultima frase chiude un po' il discorso sui numeri e sulle elucubrazioni che ne possono derivare:

Sono solo coincidenze? Ma anche questa leggenda è infarcita di errori: per es. il prefisso dell'Iran è 98, e tante altre inesattezze sui voli e le persone a bordo, a partire dal numero dei passeggeri. Meglio dar retta ad Umberto Eco: i numeri possono dire tutto e il contrario di tutto, meglio limitarsi ad usarli per contare, non per elucubrare...

domenica 7 ottobre 2007

In Corea si studia

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Vi traduco un articolo in inglese da una rivista che ho trovato in casa; è la testimonianza di un tenore di apprendimento di una ragazza della Corea del Sud, che descrive la sua routine quotidiana in giorno di scuola.

"Sono le sei e mezza del mattino e il sole è appena sorto quando le due sveglie vicino al letto di Sun suonano simultaneamente. Sun si alza dal letto e si dirige in cucina. Con gli occhi mezzi chiusi, fa fatica a dire una parola mentre fa colazione. Vicino al tavolo c'è il suo zaino della Benetton che ha preparato la sera prima. Pesa soltanto un po' più di sei chili e mezzo. Alle sette e mezza saluta i suoi genitori e si dirige verso la scuola, appena fuori dal centro della capitale, Seoul. Ritorna a casa alle 6 di pomeriggio, ma dopo mezz'ora riparte ancora per andare in un'accademia privata dove studia per altre quattro ore. In un'abituale sera torna a casa a mezzanotte e si addormenta subito, completamente esausta.

Studiare per più di 17 ore al giorno è lo stile di vita per gli studenti liceali Sud Coreani. Essi vivono in una società dove l'educazione è molto importante, e c'è grande competizione per un posto all'università. Laurearsi con dei bei voti in un'università prestigiosa è l'unico modo per assicurarsi un lavoro ben pagato. La classica giornata di scuola superiore, come in molti Paesi, dura otto ore. Ma dopo questo molti genitori obbligano i figli a stare a scuola per lezioni extra. In teoria queste lezioni sono facoltative, ma in pratica sono obbligatorie. Quando la giornata scolastica finisce, i figli non hanno il permesso di rilassarsi e di divertirsi. Molti di loro devono studiare tutta la sera in biblioteche, con insegnati privati o in accademie private.

Le classi da 50 studenti non sono un'eccezione e gli insegnati sono severi. Gli studenti devono ripetere dopo il professore e memorizzare ogni cosa.
- Gli insegnanti nella mia scuola non ti prestano alcuna attenzione personale perché non hanno tempo-dice Jie Sun- Non ci lasciano fare domande perché dicono che è una perdita di tempo.

I ragazzi come Jie Sun non vivono nessuna vita sociale. Hanno raramente il tempo di incontrare i loro amici, e avere il ragazzo o la ragazza è impensabile. - Non ho mai avuto un ragazzo e nessuno ce l'ha dei miei amici-dice Jie Sun- lo studio viene prima di tutto.

Questo stile di vita può sembrare molto faticoso per molti alunni europei (ma neanche un po'...), che sono abiutati a uscire la maggior parte dei weekend e guardare la TV ogni sera. Ma d'altro canto, in molte scuole britanniche, oltre il 40% degli adolescenti lascia la scuola con nessuna qualificazione e la prospettiva di un impiego. Così viene da domandarsi: quale dei due sistemi è davvero migliore?"

Qui in Italia intanto si litiga perché secondo alcuni il sistema scolastico è ingiusto perché non dà a tutti le stesse opportunità e il successo dei ragazzi è in buona parte legato alle condizioni economiche della famiglia ("La nostra scuola non riesce a rompere la continuità con l'eredità che ciascun alunno si porta dietro" - Fioroni). Può essere, ma fino a un certo punto. Quelli che si sono dati da fare a scuola e che si ritrovano soffocate le loro prospettive a causa di favoritismi non hanno tempo da perdere qui in Italia. Se ne vanno all'estero e fine.

Di una cosa dobbiamo essere fieri, quello sì:

Il modello italiano, comunque, non ha solamente aspetti negativi. In particolare, "la nostra scuola non rinuncia alla formazione della persona umana". Un aspetto che, forse, non è così centrale in altri contesti dove i risultati complessivi di apprendimento sono invece più incoraggianti."
Nei dati relativi a Finlandia, Giappone e Corea del Sud, i Paesi migliori nelle competenze del processo di apprendimento, c'è una percentuale di suicidi molto elevata a testimonianza di un disagio giovanile diffuso - dice Fioroni -. In Finlandia i suicidi raggiungono il 34,5% su 100 mila ragazzi, in Giappone il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa da 15 e 24 anni. Questi dati ci devono far riflettere: la nostra scuola non rinuncia all'umanizzazione della nuova generazione".



venerdì 31 agosto 2007

I 24 indicatori

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Per completezza, aggiorno il post di ieri sui Paesi più pacifici del mondo, traducendo una sezione dall'inglese:


  1. numero di guerre fuori e interne al Paese
  2. numero di morti all'estero per guerre organizzate
  3. numero di morti per guerre civili organizzate
  4. livello di conflitti interni organizzati
  5. relazione con i Paesi vicini
  6. livello di sfiducia negli altri cittadini
  7. numero di rifugiati in percentuale sulla popolazione totale del Paese
  8. instabilità politica
  9. livello di rispetto dei diritti umani
  10. possibilità di attentati terroristici
  11. numero di omicidi su 100 mila persone
  12. livello di crimine violento
  13. probabilità di manifestazioni di violenza
  14. numero di carcerati su 100 mila persone
  15. numero di addetti alla sicurezza interna e di poliziotti su 100 mila persone
  16. spese militari
  17. numero di servizi armati su 100 mila persone
  18. quantità di trasferimenti di armi (importazione)
  19. quantità di trasferimenti di armi (esportazione)
  20. basi delle Nazioni Unite
  21. mancanza di basi delle Nazioni Unite
  22. numero di armi pesanti su 100 mila persone
  23. facilità di accesso ad armi di piccole dimensioni
  24. potenziale militare

giovedì 30 agosto 2007

Classifica dei Paesi più pacifici del mondo

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La lista dei Paesi più pacifici del mondo, stilata secondo 24 criteri (indicatori). Spazio alla votstra immaginazione per indovianre quali possono essere alcuni. Inizio io: numero di soldati uccisi all'estero, crimini violenti in patria... (tratto da Economist, settimanale britannico).

Riporto solo tra i primi fino all'Italia (che si guadagna un 31° posto):

  1. Norvegia
  2. Nuova Zelanda
  3. Irlanda
  4. Giappone
  5. Finlandia
  6. Svezia
  7. Canada
  8. Portogallo
  9. Austria
  10. Belgio
  11. Germania
  12. R. Ceca
  13. Svizzera
  14. Slovacchia
  15. Slovenia
  16. Ungheria
  17. Bhutan
  18. Olanda
  19. Spagna
  20. Oman
  21. Hong Kong
  22. Uruguay
  23. Australia
  24. Romania
  25. Polonia
  26. Estonia
  27. Singapore
  28. Qatar
  29. Costarica
  30. S. Corea
  31. Italia
Gli Stati Uniti sono al 96° posto.

L'Iraq prende il 120° posto, ovvero l'ultimo.

P.S. Chi fosse interessato a sapere la posizione di qualsivoglia Stato, ci sono i commenti!

E' così difficile trovare una soluzione? Sì, perchè sta in noi.

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Girovagando senza meta sul web, e in particolare su you-tube, ho notato come tante campagne di sensibilizzazione e pubblicità vergono a intimorire le menti di chi le guarda, ci presta attenzione e, soprattutto, vi dedica una riflessione personale, in modo da produrre un effetto di reazione in loro; se le parole non bastano, insomma, bisogna agire con le immagini.
Avrete sentito parlare sicuramente della definizione: "società dell'immagine"... una volta ogni tanto, ne sfruttano le potenzialità per produrre qualcosa di buono, oltre ai soliti cartelloni che mostrano... beh, sì... L'immagine è molto più immediata e soprattutto sta al servizio dei prigri che trovano estremamente faticosa la lettura anche di tre righe; se c'è la possibilità di rendere quelle tre righe con un'immagine, perché allora non usarle a loro dovere?

Bene, anche i video sembrano riscuotere molto successo; i vantaggi dell'immagine fissa sono elevati all'ennesima potenza, perché oltre al movimento, vi è anche il suono. E' proprio su you-tube che ho trovato dei filmati molto significativi.






Il secondo ammonisce l'abuso di alcool prima di una guida sicura al timone di un'auto.



Mi piace pensare che la soluzione si possa trovare, che la gente si renda conto dell'importanza della vita, l'alcool non è un modo di divertirsi e non risolve i problemi; finito l'effetto la vita torna nella sua normalità. Un po' di buon senso, sarebbe la soluzione migliore, ma non sempre questo è presente in noi, a questo punto subentreranno le istituzioni esterne, le campagne di sensibilizzazione a partire dalle primissime scuole ed inoltre non sarebbe male limitarne la vendita.

(Ovviamente non sono d'accordo con tutto).


Ed infine ecco l'ultimo. Per tanti sarà quello meno definito, meno chiaro nel suo messaggio. Secondo me tiene in ballo un concetto molto importante: la vita è effimera, è un equilibrio folle, ed è perfettamente in grado di ribellarsi al nostro controllo in qualsiasi istante, mentre noi ci istupidiamo di esserne gli indiscutibili manipolatori, capaci di capovolgere le situazioni... basta volerlo, no? Sissì... basta volerlo, e possiamo tutto. E la vita, intanto, ha già iniziato a prendere la sua strada, un'altra strada... pian piano ci abbandona. Ma noi questo non lo sappiamo, perché siamo chiusi nella testardaggine, quel tipo di testardaggine che solo la frase: "ma sì, è tutto sotto controllo", è capace di renderci prigionieri. La vita ci dice addio... nemmeno l'addio sentiamo. Solo l'ultimo eco.
L'ultima occasione per rendersi conto dei propri errori. E' troppo tardi. A che serve? A nulla. Ci autoconvinciavamo che il nostro più grande terrore (ossia quello di un incidente stradale dovuto a fattori quale alcool, droga, eccessiva velocità) non esisteva. Il nemico, come le paure, non vanno mai negate. Sanno ribellarsi. E solo a quel punto le strisce stradali per terra, tracciate sull'asfalto all'infinito, si trasformano nelle poche luci della sala di ricovero di un ospedale, e quelle sì che terminano, oh sì; osservate:

sabato 25 agosto 2007

Rispondete, no!?

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Una domanda posta su Yahoo! Answers:

Perchè non affondiamo le barchette dei negretti anzichè accoglierli? per un'italia + pulita e sicura!!!?


Scelta come "miglior risposta", dal richiedente:

Oltre ad affondare le barche bisogna anche chiudere le frontiere....io sono a favore. Abbiamo già abbastanza delinquenti italiani non abbiamo bisogno anche degli stranieri!!! (So che mi metterete solo pollici giù, ma se andiamo avanti cosi siamo finiti!!)

Allora, LI VEDETE I TG O NO!?!? MUSULMANI CHE NEL GIRO DI 4 ANNI HANNO RADDOPPIATO LE MOSCHEE,DOVE INSEGNANO AI BAMBINI AD ODIARE I LORO COETANEI,RUMENI E ALBANESI CHE SONO A CAPO DI MEGAORGANIZZAZIONI DI TRAFFICI DI DROGA E PROSTITUZIONE,CINESI CHE POPOLANO OGNI METRO QUADRO DI ITALIA E NON SI FANNO VEDERE....CHIEDETE A COLORO CHE HANNO PERSO DEI PARENTI O DEI FIGLI PERCHE'SONO STATI INVESTITI DA EXTRACOMUNITARI UBRIACHI E PRIVI DI PERMESSO DI SOGGIORNO!OK,NON E'GIUSTO FARE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO,MA VISTO CHE GIA'ABBIAMO I NOSTRI DELINQUENTI ALMENO QUELLI RIMANDIAMOLI A CASA LORO!


DIMENTICAVO I RAPINATORI CHE AMMAZZANO SENZA SCRUPOLI....TANTO NON HANNO NULLA DA PERDERE,ANZI SE VENGONO ARRESTATI PER LO MENO HANNO UN TETTO,DA MANGIARE E DA DORMIRE GRATIS (CHE SPONSORIZZIAMO NOI COME I CENTRI DI ACCOGLIENZA, I VIAGGI PER RIMPATRIARLI,LE EVENTUALI CURE MEDICHE ETC....)...CHIEDETE ALLA GENTE CHE SUBISCE RAPINE IN VILLA QUANTO E'BELLO ESSERE PESTATI A SANGUE O VEDERE MORIRE I PROPRI CARI UCCISI SOTTO I PROPRI OCCHI SENZA SCRUPOLO?????

(ho fatto copia-incolla)...

Chi ha voglia di leggersi tutte le risposte, qui.

martedì 21 agosto 2007

Ignoranza vs. Tamburino

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Un video tratto da Le Iene, programma che con abile ironia denuncia alcuni aspetti del mondo odierno.
Assaporate il video in tutte le forme di ignoranza che riscontrate in molti dei bersagli colpiti dalle telecamere nascoste e dai complici; Reazioni diversissime di fronte a una musulmana cammufata: diffidenza, incomprensione, addirittura pudore.
E, lo sottolineo, la maggior parte dei casi è semplicemente mancanza di informazione... ecco, si vede un'enorme fuoriuscita di ignoranza dalle bocche di queste persone.






Lo diceva anche il papà di Tamburino, il leprottino del cartone animato di Bambi, così carino e
simpatico per il suo "tic" di tamburellare il piede a terra...

Se non sai cosa dire, meglio non dire niente!

E Tamburino arrossisce così teneramente...
Ma gli uomini? No, loro sono troppo orgogliosi per farlo.

domenica 19 agosto 2007

Le leggi più strane del mondo

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Ho trovato un articolo bizzarro su Internet nel quale sono elencate le leggi più strane del mondo.
"Insolita lex sed lex", così si potrebbe iniziare la presentazione. Infatti, sono sì strambe come leggi, ma sono sempre pur leggi. Al limite del ridicolo, alcune. La maggior parte di queste leggi a parer mio provengono da Paesi democratici, perché è qui che si tiene, in linea di massima, il principio che "è lecito tutto ciò che non viene espressamente vietato dalla legge". Quindi, si fanno necessarie alcune precisazioni per i "furbi"...

Al contrario, nei Paesi poco o per nulla democratici "è vietato tutto ciò che non è espressamente consentito dalla legge"; fra una frase e l'altra c'è un abisso, un abisso che fa la differenza fra due sistemi di pensiero e di azione politica opposti. Un abisso che schiera uno dirimpetto all'altro Nazioni e ideologie. Il mondo.

Allo stesso modo, queste leggi sono il risultato dell'evoluzione sociale e culturale di un popolo o di uno Stato, e alcuni aspetti del suo passato sono rimasti o si sono adattati ai nostri tempi, si sono "aggiornate", "attualizzate".

L'elenco contiene le 25 leggi più stravaganti secondo il Times. Ne cito solo alcune, quelle che mi sono sembrate davvero "caratterizzanti" (anche in relazione allo Stato in cui sono state emanate):


In Francia...

è vietato chiamare un maiale "Napoleone" (mi sembra ovvio... sarebbe indegnoso per il generale e imperatore più illustre della Francia);


In Inghilterra...
  1. è illegale non dire a un agente del fisco qualcosa che voi non volete che lui sappia, sebbene non dobbiate dirgli qualcosa che non pensate che lui debba sapere (???);
  2. è considerato tradimento mettere il francobollo raffigurante il Re inglese capovolto (attenti a spedire cartoline! Potreste venire esiliati a vita!);
  3. è vietato morire nel Parlamento di Londra (chissà cos'è accaduto per dover imporre una legge simile...);
  4. tutti gli uomini al di sopra dei 14 anni devono praticare tiro con l'arco almeno per due ore al giorno (ma in che anno siamo?! Non capisco se è una specie di addestramento militare - sapete, non si sa mai che vengano attaccati da una tribù di indigeni impazziti - o un semplice invito a mantenersi in forma con l'esercizio fisico);
  5. in tutta la GB un uomo che deve urinare in pubblico lo può fare soltanto se mira alla ruota posteriore della sua auto e appoggia la mano destra al veicolo (no comment);
  6. a York si può uccidere uno scozzese a patto che egli tenga in mano arco e frecce (legittima difesa...);
  7. la testa di una balena morta trovata sulle coste inglesi appartiene al Re, la coda alla Regina (equa spartizione...);
Negli Usa...
  1. Boulder, Colorado: chi possiede un animale domestico è soltanto un "badante degli animali", legalmente parlando (nulla più...);
  2. Kentucky: non potete trasportare un'arma di nascosto per più di 6 piedi (circa due metri);
  3. Alabama: non si può guidare bendati (questo è proprio al limite; neppure un ubriaco credo arrivi a bendarsi; l'unica spiegazione è una scommessa...);
  4. Vermont: donne, per mettervi denti finti dovete chiedere il permesso da vostro marito!

Ecco, per chi volesse leggersi l'intero articolo, clicchi qui.

sabato 28 luglio 2007

Mine antiuomo

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Mine antiuomo: la guerra dopo la guerra

Sono rimasta scioccata da un articolo trovato in un mio libro di scuola, riguardante le armi della "guerra dei vili": le mine antiuomo. Diffusissime nelle terre più povere del mondo (che novità...), in particolar modo in Africa, nel Vicino Oriente e nell'Asia Orientale (Cambogia, Laos, Somalia, Iraq), hanno provocato davvero moltissime vittime (100 mila all'anno), tra morti e mutilati. Tantissimi agricoltori delle poche terre coltivabili di questi Paesi cadono nella trappola, dato che esclusiva delle mine è proprio quella di sfuggire alla volontà umana e di far permanere il loro potenziale pericolo.
Un altro fattore che credo aumenti l'efficacia di questo tipo di arma sia la loro posizione. Scopo originario, infatti, era quello di difendere installazioni o provocare sopstamenti della popolazione civile. Ovviamente, non tutte queste mine avevano adempito al loro compito entro la fine della guerra. Ecco che gli effetti indesiderati (o meno) si manifestano, perché nel momento in cui il soldato incaricato sotterra una mina ne perde inevitabilmente il controllo.

Mi chiedo se non esistano cartine, piante che mostrino le zone in cui sono state disposte, in modo da disinnescarle...in teoria, si potrebbero recuperarle tutte, grazie ad appositi e meticolosi piani delle zone minate. In pratica, immaginate...
Il fatto più sconcertante, a mio parere, è lo scopo originale di queste mine e i loro effetti nella realtà dei nostri giorni. La mancanza di controllo di armi messe lì, giù, a sproposito, ora fa sentire il suo pianto. Un'arma senza padrone e senza vittima, nel senso che chiunque può essere scelta da lei. Pensare poi chi è sottoposto ancora una volta a disgrazie come questa sono accomunati da uno stato di assoluta povertà, sono dipendenti soltanto dalla loro terra che vedono come l'unica risorsa di cibo e di vita, ma dove scovano spesso la morte, sono incapaci di diffondere il proprio destino al mondo, di far sentire la loro voce...eppure, sono circa 10o milioni le mine stimate.

Una soluzione? Soltanto l'interdizione della loro fabbricazione. E chi sostiene questo intervento? Croce Rossa, Unicef e il Segretario delle Nazioni Unite.
Ci sarebbe un dibattito amplissimo riguardo alla soluzione, perché, secondo me, proibire completamente la produzione di un'arma potrebbe portare al risultato opposto rispetto a quello sperato: ossia una frenetica corsa agli armamenti, ma stavolta nascosto. Il che credo sia davvero molto peggio.