venerdì 31 agosto 2007

Decimazione, dèka, dekjie...

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Decimazione.

Non deriva, secondo il sito www.etimo.it, dal greco dèka, come ritiene la massima parte, quasi se ne uccidesse uno tirato a sorte su dieci individui. Secondo questo sito, invece, deriva da una lingua ariana: dekjie, morte.

Io non so quale sia la versione corretta. Credo quella che tanti riconoscono ancora, ossia quella greca. Che centra tutto questo?

Beh, la visita del museo ebraico di Berlino (di cui ho parlato in questo post), come pure la lettura di Se questo è un uomo, mi ha dato occasione di riflettere su tanti concetti.

Perché lì la decimazione, poco importa l'etimologia, lì significava non più "fare fuori" 1 su 10, ma 10 per 1. Il rapporto veniva brutalmente invertito, come pure tanti aspetti erano ribaltati, dentro ai campi di concentramento; i deportati dovevano vivere una condizione che soltanto nei romanzi più artificiosi l'autore riesce a rendere, e far sentire come una sensazione fastidiosa, di disagio, nei lettori: lo straniamento. Ciò che era normale nella vita quotidiana sfumava e crollava anche nelle loro più ambite immaginazioni. Ciò che invece appare sconvolgente ai nostri occhi, lì era del tutto consueto. Monotono. Tedioso. Greve sui loro animi.

Beh, 1x10.
Per ogni folle che tentava disperatamente di salvarsi, ne risentivano altri 10. Che quell'uno fosse riuscito a salvarsi o meno, non ci badavano. Anzi, no: se fosse riuscito a salvarsi, facevano 11. Scusate.

I 24 indicatori

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Per completezza, aggiorno il post di ieri sui Paesi più pacifici del mondo, traducendo una sezione dall'inglese:


  1. numero di guerre fuori e interne al Paese
  2. numero di morti all'estero per guerre organizzate
  3. numero di morti per guerre civili organizzate
  4. livello di conflitti interni organizzati
  5. relazione con i Paesi vicini
  6. livello di sfiducia negli altri cittadini
  7. numero di rifugiati in percentuale sulla popolazione totale del Paese
  8. instabilità politica
  9. livello di rispetto dei diritti umani
  10. possibilità di attentati terroristici
  11. numero di omicidi su 100 mila persone
  12. livello di crimine violento
  13. probabilità di manifestazioni di violenza
  14. numero di carcerati su 100 mila persone
  15. numero di addetti alla sicurezza interna e di poliziotti su 100 mila persone
  16. spese militari
  17. numero di servizi armati su 100 mila persone
  18. quantità di trasferimenti di armi (importazione)
  19. quantità di trasferimenti di armi (esportazione)
  20. basi delle Nazioni Unite
  21. mancanza di basi delle Nazioni Unite
  22. numero di armi pesanti su 100 mila persone
  23. facilità di accesso ad armi di piccole dimensioni
  24. potenziale militare

giovedì 30 agosto 2007

Classifica dei Paesi più pacifici del mondo

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La lista dei Paesi più pacifici del mondo, stilata secondo 24 criteri (indicatori). Spazio alla votstra immaginazione per indovianre quali possono essere alcuni. Inizio io: numero di soldati uccisi all'estero, crimini violenti in patria... (tratto da Economist, settimanale britannico).

Riporto solo tra i primi fino all'Italia (che si guadagna un 31° posto):

  1. Norvegia
  2. Nuova Zelanda
  3. Irlanda
  4. Giappone
  5. Finlandia
  6. Svezia
  7. Canada
  8. Portogallo
  9. Austria
  10. Belgio
  11. Germania
  12. R. Ceca
  13. Svizzera
  14. Slovacchia
  15. Slovenia
  16. Ungheria
  17. Bhutan
  18. Olanda
  19. Spagna
  20. Oman
  21. Hong Kong
  22. Uruguay
  23. Australia
  24. Romania
  25. Polonia
  26. Estonia
  27. Singapore
  28. Qatar
  29. Costarica
  30. S. Corea
  31. Italia
Gli Stati Uniti sono al 96° posto.

L'Iraq prende il 120° posto, ovvero l'ultimo.

P.S. Chi fosse interessato a sapere la posizione di qualsivoglia Stato, ci sono i commenti!

E' così difficile trovare una soluzione? Sì, perchè sta in noi.

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Girovagando senza meta sul web, e in particolare su you-tube, ho notato come tante campagne di sensibilizzazione e pubblicità vergono a intimorire le menti di chi le guarda, ci presta attenzione e, soprattutto, vi dedica una riflessione personale, in modo da produrre un effetto di reazione in loro; se le parole non bastano, insomma, bisogna agire con le immagini.
Avrete sentito parlare sicuramente della definizione: "società dell'immagine"... una volta ogni tanto, ne sfruttano le potenzialità per produrre qualcosa di buono, oltre ai soliti cartelloni che mostrano... beh, sì... L'immagine è molto più immediata e soprattutto sta al servizio dei prigri che trovano estremamente faticosa la lettura anche di tre righe; se c'è la possibilità di rendere quelle tre righe con un'immagine, perché allora non usarle a loro dovere?

Bene, anche i video sembrano riscuotere molto successo; i vantaggi dell'immagine fissa sono elevati all'ennesima potenza, perché oltre al movimento, vi è anche il suono. E' proprio su you-tube che ho trovato dei filmati molto significativi.






Il secondo ammonisce l'abuso di alcool prima di una guida sicura al timone di un'auto.



Mi piace pensare che la soluzione si possa trovare, che la gente si renda conto dell'importanza della vita, l'alcool non è un modo di divertirsi e non risolve i problemi; finito l'effetto la vita torna nella sua normalità. Un po' di buon senso, sarebbe la soluzione migliore, ma non sempre questo è presente in noi, a questo punto subentreranno le istituzioni esterne, le campagne di sensibilizzazione a partire dalle primissime scuole ed inoltre non sarebbe male limitarne la vendita.

(Ovviamente non sono d'accordo con tutto).


Ed infine ecco l'ultimo. Per tanti sarà quello meno definito, meno chiaro nel suo messaggio. Secondo me tiene in ballo un concetto molto importante: la vita è effimera, è un equilibrio folle, ed è perfettamente in grado di ribellarsi al nostro controllo in qualsiasi istante, mentre noi ci istupidiamo di esserne gli indiscutibili manipolatori, capaci di capovolgere le situazioni... basta volerlo, no? Sissì... basta volerlo, e possiamo tutto. E la vita, intanto, ha già iniziato a prendere la sua strada, un'altra strada... pian piano ci abbandona. Ma noi questo non lo sappiamo, perché siamo chiusi nella testardaggine, quel tipo di testardaggine che solo la frase: "ma sì, è tutto sotto controllo", è capace di renderci prigionieri. La vita ci dice addio... nemmeno l'addio sentiamo. Solo l'ultimo eco.
L'ultima occasione per rendersi conto dei propri errori. E' troppo tardi. A che serve? A nulla. Ci autoconvinciavamo che il nostro più grande terrore (ossia quello di un incidente stradale dovuto a fattori quale alcool, droga, eccessiva velocità) non esisteva. Il nemico, come le paure, non vanno mai negate. Sanno ribellarsi. E solo a quel punto le strisce stradali per terra, tracciate sull'asfalto all'infinito, si trasformano nelle poche luci della sala di ricovero di un ospedale, e quelle sì che terminano, oh sì; osservate:

Moltiplicazioni - alternativa

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Un video particolare segnalato nel blog CoseDalMioMondo, che insegna a svolgere moltiplicazioni senza conoscere alcun'altra operazione matematica, che non sia il contare dall'1 al 20 (non sono tanto sicura del 20... vabbeh, è per rendere l'idea che non servae saper nulla!).

mercoledì 29 agosto 2007

Wendy, lo Schwarzenegger canino

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Signore e signori, vi presento Wendy, il cane più muscoloso del mondo:





Raccomandato dalla padrona: non è aggressivo.

Lavavetri per finzione

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Un cronista di Repubblica si finge romeno. Pensate, da oggi non ci si finge più "barboni", ma "romeni", "senegalesi", "marocchini", "tunisini". Ebbene, questo attore rumeno cerca di vivere una giornata a Milano, tra i lavavetri dei semafori. L'obiettivo è quello di provare sulla sua pelle l'umiliazione di chi lo fa quotidianamente. Di provare la loro disperazione prima di dire qualcosa di insensato riguardo alla questione, che ultimamente sta creando non pochi dibattiti (a Firenze, per esempio, c'è già la giunta del CENTROSINISTRA che dichiara guerrra ai lavavetri...).
Conoscere i fatti prima di parlarne. E questo cronista (Sandro de Riccardis) applica questo concetto in modo estremo, ma efficace, credo. Più efficace di così non si può.



Cerco di prendere ritmo, riesco a pulire un vetro prima da un lato, poi dall'altro e quasi sempre vengo ripagato con lo sguardo duro dell'autista. Non sgancia nulla.

"Vetro sporco, amico, vetro sporco", dico a un uomo di una certa età alla guida di una Micra gialla. "Vai a lavorare!", mi urla la moglie. Il marito mi allunga quaranta centesimi. La donna lo insulta, cominciano a litigare furiosamente.

"Arrestatelo!", grida un pensionato sulla porta del bar. Il vigile gli risponde, ma forse parla a se stesso: "Lo arresto e lui domani è di nuovo libero". Mi trattengono per una ventina di minuti, mi chiedono documenti che non ho, poi se ne vanno. Così raccolgo le mie cose e vado un po' più lontano.

"Qui ci stiamo da quattro anni. Chi sei? Che vuoi qui? Vattene via". "Lavoriamo tutti - dico - anch'io ho figli da sfamare".

Appoggio la spazzola sulla Fiat Punto di un cinquantenne e lui mette in azione i tergicristalli. Mi colpiscono una mano, mi fanno male.
Mi sposto in seconda fila, e appena mi avvicino, vedo una signora che indica dietro il cane con le zampe sul vetro. L'animale abbaia furioso. "Se tocchi la macchina apro il finestrino", minaccia.

Sono sfinito. Metto la mano in tasca e tiro fuori i soldi. Li conto. Sono quattro euro e sessantasette centesimi.



Queste sono alcune frasi che vengono dal suo articolo. Solo una parola per me: umiliazione.

martedì 28 agosto 2007

La guerra secondo il Mahrabharata (che?)

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Riprendendo in mano il libro di epica dell'anno scorso (già sommerso dalla polvere), ho trovato interessanti alcuni passi né dell'Iliade, né dell'Odissea, tantomeno dell'Eneide, ma di un poema ancor più antico di questi tre, e di origini del tutto diverse: origini Indiane. Leggendo qualche trafiletto a caso, ci ho preso gusto e interesse, e devo dire che ingiustamente a scuola a volte si tralasciano, per un motivo o per l'altro, gli argomenti meno "classici" per dare spazio al tradizionale programma di italiano... (lo stesso dicasi per storia dell'arte).

E' in questo modo che ho scoperto il Mahabharata, un affascinante mix di imprese di dei (in particolare di Krsna) e di uomini, oltre che un codice di "modelli" etici e argomenti teologici e filosofici. Pensate, è ben lungo 7 volte l'Iliade e l'Odissea messi insieme!
Vengono trattati numerosissimi temi cari anche a Omero, come il destino, la contrapposizione dei - uomini, il senso del dovere; anch'esso contiene dei veri propri archetipi, certo, alcuni molto lontani dalla nostra cultura e mentalità, trattandosi di un'opera prima di tutto Indiana, in secondo luogo trascritta a cavallo tra il secondo e il primo millennio a. C.

Tutta questa introduzione al Mahabharata per riportare due o tre frasi che mi hanno impressionata, dati i tempi e il luogo di stesura. Non si trattano d'altro che pezzi presi da una pacata meditazione sulla guerra, così essenziale nel suo sviluppo, così struggente nella sua essenzialità! Allora tante idee esistevano anche un sacco di tempo addietro! E noi che ancora non abbiamo imparato, nel 2007, quasi 4000 anni dopo, a ricordarci di queste "piccolezze", di questi profumi di pensieri che dovrebbero essere alla base del nostro viver quotidiano...

Ecco alcuni stralci:

"Dovremmo evitare la guerra a ogni costo, e a maggior motivo sapendo di avere in pugno la vittoria. Dopotutto, nelle loro vene scorre il nostro sangue. Dobbiamo fare un altro tentativo, sforzarci ancora di trovare una via che consenta a noi come ai Kaurava (i rivali di colui che sta pronunciando queste parole) di condurre una pacifica esistenza. Uccidendo i Kaurava rientreremmo in possesso dei nostri territori, ma sarebbe questa la soluzione adatta per approdare a una felicità realmente duratura?"

"Le onde della violenza non si placano mai. La vittoria alimenta l'animosità. Le ostilità perdurano, forse sopite, ma non cessano per questo di sussistere. Se nel campo avverso sopravvive solamente un bimbo, questi continuerà a covare una scintilla d'odio, che un giorno sarà in grado di scatenare una conflagrazione. Per impedirlo è necessario sterminare totalmente il campo avverso, e al solo pensarvi un brivido mi percorre tutto il corpo."

"L'ostilità non è mai soffocata da altra ostilità. L'eccessiva fiducia nelle nostre prodezze è come un male incurabile che ci divora il cuore. Per affermare la nostra forza e le nostre rivendicazioni, non esitiamo a intridere del nostro sangue il suolo. Come i savi hanno osservato (giustamente, era ora!), la cosa non differisce dalla lotta fra due cani."

Che scoperta! diranno alcuni, come pure ho detto io. Sì, sì, robe scontate, vero???
Così scontate che le perdiamo di vista, troppo spesso...

domenica 26 agosto 2007

HTML, link

2 commenti

Alcuni link che possono essere utili per chi vuole provare a cimentarsi nell'HTML e nella sua modifica in ogni ambito...

  1. Basi di HTML
  2. Guida base HTML
  3. HTML.it

sabato 25 agosto 2007

Rispondete, no!?

5 commenti

Una domanda posta su Yahoo! Answers:

Perchè non affondiamo le barchette dei negretti anzichè accoglierli? per un'italia + pulita e sicura!!!?


Scelta come "miglior risposta", dal richiedente:

Oltre ad affondare le barche bisogna anche chiudere le frontiere....io sono a favore. Abbiamo già abbastanza delinquenti italiani non abbiamo bisogno anche degli stranieri!!! (So che mi metterete solo pollici giù, ma se andiamo avanti cosi siamo finiti!!)

Allora, LI VEDETE I TG O NO!?!? MUSULMANI CHE NEL GIRO DI 4 ANNI HANNO RADDOPPIATO LE MOSCHEE,DOVE INSEGNANO AI BAMBINI AD ODIARE I LORO COETANEI,RUMENI E ALBANESI CHE SONO A CAPO DI MEGAORGANIZZAZIONI DI TRAFFICI DI DROGA E PROSTITUZIONE,CINESI CHE POPOLANO OGNI METRO QUADRO DI ITALIA E NON SI FANNO VEDERE....CHIEDETE A COLORO CHE HANNO PERSO DEI PARENTI O DEI FIGLI PERCHE'SONO STATI INVESTITI DA EXTRACOMUNITARI UBRIACHI E PRIVI DI PERMESSO DI SOGGIORNO!OK,NON E'GIUSTO FARE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO,MA VISTO CHE GIA'ABBIAMO I NOSTRI DELINQUENTI ALMENO QUELLI RIMANDIAMOLI A CASA LORO!


DIMENTICAVO I RAPINATORI CHE AMMAZZANO SENZA SCRUPOLI....TANTO NON HANNO NULLA DA PERDERE,ANZI SE VENGONO ARRESTATI PER LO MENO HANNO UN TETTO,DA MANGIARE E DA DORMIRE GRATIS (CHE SPONSORIZZIAMO NOI COME I CENTRI DI ACCOGLIENZA, I VIAGGI PER RIMPATRIARLI,LE EVENTUALI CURE MEDICHE ETC....)...CHIEDETE ALLA GENTE CHE SUBISCE RAPINE IN VILLA QUANTO E'BELLO ESSERE PESTATI A SANGUE O VEDERE MORIRE I PROPRI CARI UCCISI SOTTO I PROPRI OCCHI SENZA SCRUPOLO?????

(ho fatto copia-incolla)...

Chi ha voglia di leggersi tutte le risposte, qui.