Basta, ho deciso.
Ormai qui si raccolgono solo quelle gocce che sembrano le ultime necessarie per vivere, nonostante siano piccole e apparentemente insignificanti.
Quelle gocce che nessuno noterebbe, tranne un morto di sete.
"Come stai?" si chiede.
"Bene", "si va avanti"...
Male.
Lo dimostri con tutto, accipicchia: con gli occhi, con la bocca, con le guance, con le mani, col naso e con le sopracciglia.
E osa anche chiederti come stai. Puah.
Ma mica sono tenuti tutti a notare queste cose.
Figurati, cosa vuoi che gliene freghi, a loro, di piccolezze così.
Loro parlano per gentilezza, loro fanno il ruolo del buon personaggio socievole.
...
...
Che scombinazione.
martedì 25 novembre 2008
Scombinazione
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Meghi
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21:59
Etichette: Flash personali
domenica 19 ottobre 2008
domenica 12 ottobre 2008
Per questa data e per quest'ora
Allora, facciamo mente locale.
Ci sono cose che mi portano a giudicare tutto ciò che è fuori di me come se non mi appartenesse, mentre nella realtà di fatto magari è l'unica cosa che ho a parte me stessa.
Ci sono altre cose, invece, che mi portano a giudicare ciò che è dentro di me come unica vera fonte di problemi, e qui il "fuori", che non è più sinonimo di estraneo, non centra.
Il problema è: l'errore parte da dentro o da fuori?
Nelle strade, nella piazza, in mezzo agli altri tutto sfuma e viene dimenticato, perché il fuori compensa, o forse solo cancella momentaneamente, il disagio interiore. Che bella la gente...
Ma appena si tratta di stare in solitudine...
Non sono in grado di convincere. Sarà perché ormai mutare di pensiero e di posizione è la regola.
Le storie si ripetono, le paure pure. Solo gli altri sanno imporsi, sanno stare al gioco, al dibattito, al piccolo bisticcio di gruppo, questo perché ci sono delle convinzioni dietro.
Si nota subito una creatura fragile, e quanto prima esercitiamo rapporti di forza, collocandoci più in alto rispetto ad essa, e facendoglielo ben intendere, tanto meglio è.
Non c'è conclusione a queste storie. Vedete, ne sono consapevole, eppure ogni volta ci ricasco.
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Meghi
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00:52
Etichette: Flash personali, Io
lunedì 8 settembre 2008
Attenzioni
Chi non prova un po' di quel puro piacere infantile e narcisista nel sentire parlare di sé e nel darsi un po' d'arie per questo?
Chi disprezza davvero totalmente la propria storia da non volerla metterla in mostra mai? Chi non racconterebbe mai qualcosa di sé anche solo per il semplice gusto di essere il soggetto di una banale conversazione?
Sempre nel limite dell'accettabile, chiaro. Intendo, un po' di dignità e un po' di modestia, per piacere.
domenica 7 settembre 2008
Post-ino
Si fanno più cose (e spesso anche meglio) per stupidità e inerzia, che per dedizione e voglia.
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Meghi
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12:16
Etichette: Cosa imparo dal vivere
giovedì 14 agosto 2008
Complicazioni
Io non sono mai stata davvero capace di autogiudizi, sia in negativo, ma soprattutto in positivo. Anzi, ora che ci penso, i rimorsi sono una conseguenza dell'autogiudizio, di quel procedimento, cioè, secondo il quale si verifica un parziale distacco DA se stessi e un'osservazione DI se stessi con un occhio che sia pulito e depurato dalla storia personale passata, dalle sensazioni del momento, dagli altri.
Ecco, forse è un tantino complicato, non è così? Per me lo è parecchio.
E un errore su se stessi che entra a far parte delle nostre convinzioni, dei nostri assiomi di vita, può rivelarsi fatale. Può portare seriamente a delle complicazioni nei rapporti con gli altri e con se stessi.
E' una malattia. Una distorsione. Per questo non bisogna mai temere di parlare di se stessi con gli altri; non si è egocentrici per così poco, noooo!!!
Complicazioni... e quando finiscono mai!
Per fortuna che al mondo ci sono tante persone che si ritengono più intelligenti della maggior parte di quelli che conoscono. E chi avrà mai ragione...
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Meghi
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20:34
Etichette: Cosa imparo dal vivere, Intorno
mercoledì 13 agosto 2008
Father and son
Testo:
It's not time to make a change
Just relax, take it easy
You're still young, that's your fault
There's so much you have to know
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I'm happy
I was once like you are now
And I know that it's not easy
To be calm when you've found
Something going on
But take your time, think a lot
I think of everything you've got
For you will still be here tomorrow
But your dreams may not
Son:
How can I try to explain
When I do he turns away again
And it's always been the same
Same old story
From the moment I could talk
I was ordered to listen
Now there's a way and I know
That I have to go away
I know I have to go
Father:
It's not time to make a change
Just sit down and take it slowly
You're still young that's your fault
There's so much you have to go through
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I'm happy
Son:
All the times that I've cried
Keeping all the things I knew inside
And it's hard, but it's harder
To ignore it
If they were right I'd agree
But it's them they know, not me
Now there's a way and I know
That i have to go away
I know I have to go
La traduzione migliore è quella che ognuno fa in base alla propria sensibilità.
mercoledì 6 agosto 2008
Ci vuole forza
E gli occhi sono fatti per lanciare saette e luce abbagliante, per forza!
Sennò, com'è che mi posso spiegare questa difficoltà a guardare dritto dritto in quelle fessure fatte di vita e scaltrezza?
Non ho nulla da rimordermi e nulla da nascondere; io, la mia scelta l'ho fatta, e sono felice. Felice.
E' come una stella lontana, che brilla, sì, ma poco a poco, riservandosi tante energie in vista del futuro, che sarà infinito ai miei occhi.
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Meghi
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10:16
Etichette: Flash personali, Io
venerdì 25 luglio 2008
Inquinamento del lago a Rivoltella
Un link a questo post del blog di ARK per mettere in evidenza il problema della balneabilità delle nostre spiagge di Desenzano, in particolare la Spiaggia d'Oro e il porto di Rivoltella.
La situazione non è per nulla felice e bisogna prenderne atto.
Offesa
Come fai a definire una malattia?
E ad ammettere che ce l'hai? E' un'arresa, una sconfitta, o il primo passo verso il suo annientamento, quest'ammissione?
Fa paura. Si avvicina, i sintomi ci sono tutti.
Percepibili, visualizzabili, molto prossimi. E tu che corri, scappi via, non la vuoi. Non è tua, e tantomeno le appartieni. Non ti prenderà mai!
Il mai è come il sempre, è un'infinitudine: peccato che l'uomo e l'infinito si sposino in rarissime circostanze.
Stento a crederci. Su le armi. All'attacco.
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Meghi
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00:04
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