venerdì 31 agosto 2007

Decimazione, dèka, dekjie...

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Decimazione.

Non deriva, secondo il sito www.etimo.it, dal greco dèka, come ritiene la massima parte, quasi se ne uccidesse uno tirato a sorte su dieci individui. Secondo questo sito, invece, deriva da una lingua ariana: dekjie, morte.

Io non so quale sia la versione corretta. Credo quella che tanti riconoscono ancora, ossia quella greca. Che centra tutto questo?

Beh, la visita del museo ebraico di Berlino (di cui ho parlato in questo post), come pure la lettura di Se questo è un uomo, mi ha dato occasione di riflettere su tanti concetti.

Perché lì la decimazione, poco importa l'etimologia, lì significava non più "fare fuori" 1 su 10, ma 10 per 1. Il rapporto veniva brutalmente invertito, come pure tanti aspetti erano ribaltati, dentro ai campi di concentramento; i deportati dovevano vivere una condizione che soltanto nei romanzi più artificiosi l'autore riesce a rendere, e far sentire come una sensazione fastidiosa, di disagio, nei lettori: lo straniamento. Ciò che era normale nella vita quotidiana sfumava e crollava anche nelle loro più ambite immaginazioni. Ciò che invece appare sconvolgente ai nostri occhi, lì era del tutto consueto. Monotono. Tedioso. Greve sui loro animi.

Beh, 1x10.
Per ogni folle che tentava disperatamente di salvarsi, ne risentivano altri 10. Che quell'uno fosse riuscito a salvarsi o meno, non ci badavano. Anzi, no: se fosse riuscito a salvarsi, facevano 11. Scusate.

I 24 indicatori

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Per completezza, aggiorno il post di ieri sui Paesi più pacifici del mondo, traducendo una sezione dall'inglese:


  1. numero di guerre fuori e interne al Paese
  2. numero di morti all'estero per guerre organizzate
  3. numero di morti per guerre civili organizzate
  4. livello di conflitti interni organizzati
  5. relazione con i Paesi vicini
  6. livello di sfiducia negli altri cittadini
  7. numero di rifugiati in percentuale sulla popolazione totale del Paese
  8. instabilità politica
  9. livello di rispetto dei diritti umani
  10. possibilità di attentati terroristici
  11. numero di omicidi su 100 mila persone
  12. livello di crimine violento
  13. probabilità di manifestazioni di violenza
  14. numero di carcerati su 100 mila persone
  15. numero di addetti alla sicurezza interna e di poliziotti su 100 mila persone
  16. spese militari
  17. numero di servizi armati su 100 mila persone
  18. quantità di trasferimenti di armi (importazione)
  19. quantità di trasferimenti di armi (esportazione)
  20. basi delle Nazioni Unite
  21. mancanza di basi delle Nazioni Unite
  22. numero di armi pesanti su 100 mila persone
  23. facilità di accesso ad armi di piccole dimensioni
  24. potenziale militare

giovedì 30 agosto 2007

Classifica dei Paesi più pacifici del mondo

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La lista dei Paesi più pacifici del mondo, stilata secondo 24 criteri (indicatori). Spazio alla votstra immaginazione per indovianre quali possono essere alcuni. Inizio io: numero di soldati uccisi all'estero, crimini violenti in patria... (tratto da Economist, settimanale britannico).

Riporto solo tra i primi fino all'Italia (che si guadagna un 31° posto):

  1. Norvegia
  2. Nuova Zelanda
  3. Irlanda
  4. Giappone
  5. Finlandia
  6. Svezia
  7. Canada
  8. Portogallo
  9. Austria
  10. Belgio
  11. Germania
  12. R. Ceca
  13. Svizzera
  14. Slovacchia
  15. Slovenia
  16. Ungheria
  17. Bhutan
  18. Olanda
  19. Spagna
  20. Oman
  21. Hong Kong
  22. Uruguay
  23. Australia
  24. Romania
  25. Polonia
  26. Estonia
  27. Singapore
  28. Qatar
  29. Costarica
  30. S. Corea
  31. Italia
Gli Stati Uniti sono al 96° posto.

L'Iraq prende il 120° posto, ovvero l'ultimo.

P.S. Chi fosse interessato a sapere la posizione di qualsivoglia Stato, ci sono i commenti!

E' così difficile trovare una soluzione? Sì, perchè sta in noi.

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Girovagando senza meta sul web, e in particolare su you-tube, ho notato come tante campagne di sensibilizzazione e pubblicità vergono a intimorire le menti di chi le guarda, ci presta attenzione e, soprattutto, vi dedica una riflessione personale, in modo da produrre un effetto di reazione in loro; se le parole non bastano, insomma, bisogna agire con le immagini.
Avrete sentito parlare sicuramente della definizione: "società dell'immagine"... una volta ogni tanto, ne sfruttano le potenzialità per produrre qualcosa di buono, oltre ai soliti cartelloni che mostrano... beh, sì... L'immagine è molto più immediata e soprattutto sta al servizio dei prigri che trovano estremamente faticosa la lettura anche di tre righe; se c'è la possibilità di rendere quelle tre righe con un'immagine, perché allora non usarle a loro dovere?

Bene, anche i video sembrano riscuotere molto successo; i vantaggi dell'immagine fissa sono elevati all'ennesima potenza, perché oltre al movimento, vi è anche il suono. E' proprio su you-tube che ho trovato dei filmati molto significativi.






Il secondo ammonisce l'abuso di alcool prima di una guida sicura al timone di un'auto.



Mi piace pensare che la soluzione si possa trovare, che la gente si renda conto dell'importanza della vita, l'alcool non è un modo di divertirsi e non risolve i problemi; finito l'effetto la vita torna nella sua normalità. Un po' di buon senso, sarebbe la soluzione migliore, ma non sempre questo è presente in noi, a questo punto subentreranno le istituzioni esterne, le campagne di sensibilizzazione a partire dalle primissime scuole ed inoltre non sarebbe male limitarne la vendita.

(Ovviamente non sono d'accordo con tutto).


Ed infine ecco l'ultimo. Per tanti sarà quello meno definito, meno chiaro nel suo messaggio. Secondo me tiene in ballo un concetto molto importante: la vita è effimera, è un equilibrio folle, ed è perfettamente in grado di ribellarsi al nostro controllo in qualsiasi istante, mentre noi ci istupidiamo di esserne gli indiscutibili manipolatori, capaci di capovolgere le situazioni... basta volerlo, no? Sissì... basta volerlo, e possiamo tutto. E la vita, intanto, ha già iniziato a prendere la sua strada, un'altra strada... pian piano ci abbandona. Ma noi questo non lo sappiamo, perché siamo chiusi nella testardaggine, quel tipo di testardaggine che solo la frase: "ma sì, è tutto sotto controllo", è capace di renderci prigionieri. La vita ci dice addio... nemmeno l'addio sentiamo. Solo l'ultimo eco.
L'ultima occasione per rendersi conto dei propri errori. E' troppo tardi. A che serve? A nulla. Ci autoconvinciavamo che il nostro più grande terrore (ossia quello di un incidente stradale dovuto a fattori quale alcool, droga, eccessiva velocità) non esisteva. Il nemico, come le paure, non vanno mai negate. Sanno ribellarsi. E solo a quel punto le strisce stradali per terra, tracciate sull'asfalto all'infinito, si trasformano nelle poche luci della sala di ricovero di un ospedale, e quelle sì che terminano, oh sì; osservate:

Moltiplicazioni - alternativa

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Un video particolare segnalato nel blog CoseDalMioMondo, che insegna a svolgere moltiplicazioni senza conoscere alcun'altra operazione matematica, che non sia il contare dall'1 al 20 (non sono tanto sicura del 20... vabbeh, è per rendere l'idea che non servae saper nulla!).

mercoledì 29 agosto 2007

Wendy, lo Schwarzenegger canino

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Signore e signori, vi presento Wendy, il cane più muscoloso del mondo:





Raccomandato dalla padrona: non è aggressivo.

Lavavetri per finzione

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Un cronista di Repubblica si finge romeno. Pensate, da oggi non ci si finge più "barboni", ma "romeni", "senegalesi", "marocchini", "tunisini". Ebbene, questo attore rumeno cerca di vivere una giornata a Milano, tra i lavavetri dei semafori. L'obiettivo è quello di provare sulla sua pelle l'umiliazione di chi lo fa quotidianamente. Di provare la loro disperazione prima di dire qualcosa di insensato riguardo alla questione, che ultimamente sta creando non pochi dibattiti (a Firenze, per esempio, c'è già la giunta del CENTROSINISTRA che dichiara guerrra ai lavavetri...).
Conoscere i fatti prima di parlarne. E questo cronista (Sandro de Riccardis) applica questo concetto in modo estremo, ma efficace, credo. Più efficace di così non si può.



Cerco di prendere ritmo, riesco a pulire un vetro prima da un lato, poi dall'altro e quasi sempre vengo ripagato con lo sguardo duro dell'autista. Non sgancia nulla.

"Vetro sporco, amico, vetro sporco", dico a un uomo di una certa età alla guida di una Micra gialla. "Vai a lavorare!", mi urla la moglie. Il marito mi allunga quaranta centesimi. La donna lo insulta, cominciano a litigare furiosamente.

"Arrestatelo!", grida un pensionato sulla porta del bar. Il vigile gli risponde, ma forse parla a se stesso: "Lo arresto e lui domani è di nuovo libero". Mi trattengono per una ventina di minuti, mi chiedono documenti che non ho, poi se ne vanno. Così raccolgo le mie cose e vado un po' più lontano.

"Qui ci stiamo da quattro anni. Chi sei? Che vuoi qui? Vattene via". "Lavoriamo tutti - dico - anch'io ho figli da sfamare".

Appoggio la spazzola sulla Fiat Punto di un cinquantenne e lui mette in azione i tergicristalli. Mi colpiscono una mano, mi fanno male.
Mi sposto in seconda fila, e appena mi avvicino, vedo una signora che indica dietro il cane con le zampe sul vetro. L'animale abbaia furioso. "Se tocchi la macchina apro il finestrino", minaccia.

Sono sfinito. Metto la mano in tasca e tiro fuori i soldi. Li conto. Sono quattro euro e sessantasette centesimi.



Queste sono alcune frasi che vengono dal suo articolo. Solo una parola per me: umiliazione.

martedì 28 agosto 2007

La guerra secondo il Mahrabharata (che?)

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Riprendendo in mano il libro di epica dell'anno scorso (già sommerso dalla polvere), ho trovato interessanti alcuni passi né dell'Iliade, né dell'Odissea, tantomeno dell'Eneide, ma di un poema ancor più antico di questi tre, e di origini del tutto diverse: origini Indiane. Leggendo qualche trafiletto a caso, ci ho preso gusto e interesse, e devo dire che ingiustamente a scuola a volte si tralasciano, per un motivo o per l'altro, gli argomenti meno "classici" per dare spazio al tradizionale programma di italiano... (lo stesso dicasi per storia dell'arte).

E' in questo modo che ho scoperto il Mahabharata, un affascinante mix di imprese di dei (in particolare di Krsna) e di uomini, oltre che un codice di "modelli" etici e argomenti teologici e filosofici. Pensate, è ben lungo 7 volte l'Iliade e l'Odissea messi insieme!
Vengono trattati numerosissimi temi cari anche a Omero, come il destino, la contrapposizione dei - uomini, il senso del dovere; anch'esso contiene dei veri propri archetipi, certo, alcuni molto lontani dalla nostra cultura e mentalità, trattandosi di un'opera prima di tutto Indiana, in secondo luogo trascritta a cavallo tra il secondo e il primo millennio a. C.

Tutta questa introduzione al Mahabharata per riportare due o tre frasi che mi hanno impressionata, dati i tempi e il luogo di stesura. Non si trattano d'altro che pezzi presi da una pacata meditazione sulla guerra, così essenziale nel suo sviluppo, così struggente nella sua essenzialità! Allora tante idee esistevano anche un sacco di tempo addietro! E noi che ancora non abbiamo imparato, nel 2007, quasi 4000 anni dopo, a ricordarci di queste "piccolezze", di questi profumi di pensieri che dovrebbero essere alla base del nostro viver quotidiano...

Ecco alcuni stralci:

"Dovremmo evitare la guerra a ogni costo, e a maggior motivo sapendo di avere in pugno la vittoria. Dopotutto, nelle loro vene scorre il nostro sangue. Dobbiamo fare un altro tentativo, sforzarci ancora di trovare una via che consenta a noi come ai Kaurava (i rivali di colui che sta pronunciando queste parole) di condurre una pacifica esistenza. Uccidendo i Kaurava rientreremmo in possesso dei nostri territori, ma sarebbe questa la soluzione adatta per approdare a una felicità realmente duratura?"

"Le onde della violenza non si placano mai. La vittoria alimenta l'animosità. Le ostilità perdurano, forse sopite, ma non cessano per questo di sussistere. Se nel campo avverso sopravvive solamente un bimbo, questi continuerà a covare una scintilla d'odio, che un giorno sarà in grado di scatenare una conflagrazione. Per impedirlo è necessario sterminare totalmente il campo avverso, e al solo pensarvi un brivido mi percorre tutto il corpo."

"L'ostilità non è mai soffocata da altra ostilità. L'eccessiva fiducia nelle nostre prodezze è come un male incurabile che ci divora il cuore. Per affermare la nostra forza e le nostre rivendicazioni, non esitiamo a intridere del nostro sangue il suolo. Come i savi hanno osservato (giustamente, era ora!), la cosa non differisce dalla lotta fra due cani."

Che scoperta! diranno alcuni, come pure ho detto io. Sì, sì, robe scontate, vero???
Così scontate che le perdiamo di vista, troppo spesso...

domenica 26 agosto 2007

HTML, link

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Alcuni link che possono essere utili per chi vuole provare a cimentarsi nell'HTML e nella sua modifica in ogni ambito...

  1. Basi di HTML
  2. Guida base HTML
  3. HTML.it

sabato 25 agosto 2007

Rispondete, no!?

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Una domanda posta su Yahoo! Answers:

Perchè non affondiamo le barchette dei negretti anzichè accoglierli? per un'italia + pulita e sicura!!!?


Scelta come "miglior risposta", dal richiedente:

Oltre ad affondare le barche bisogna anche chiudere le frontiere....io sono a favore. Abbiamo già abbastanza delinquenti italiani non abbiamo bisogno anche degli stranieri!!! (So che mi metterete solo pollici giù, ma se andiamo avanti cosi siamo finiti!!)

Allora, LI VEDETE I TG O NO!?!? MUSULMANI CHE NEL GIRO DI 4 ANNI HANNO RADDOPPIATO LE MOSCHEE,DOVE INSEGNANO AI BAMBINI AD ODIARE I LORO COETANEI,RUMENI E ALBANESI CHE SONO A CAPO DI MEGAORGANIZZAZIONI DI TRAFFICI DI DROGA E PROSTITUZIONE,CINESI CHE POPOLANO OGNI METRO QUADRO DI ITALIA E NON SI FANNO VEDERE....CHIEDETE A COLORO CHE HANNO PERSO DEI PARENTI O DEI FIGLI PERCHE'SONO STATI INVESTITI DA EXTRACOMUNITARI UBRIACHI E PRIVI DI PERMESSO DI SOGGIORNO!OK,NON E'GIUSTO FARE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO,MA VISTO CHE GIA'ABBIAMO I NOSTRI DELINQUENTI ALMENO QUELLI RIMANDIAMOLI A CASA LORO!


DIMENTICAVO I RAPINATORI CHE AMMAZZANO SENZA SCRUPOLI....TANTO NON HANNO NULLA DA PERDERE,ANZI SE VENGONO ARRESTATI PER LO MENO HANNO UN TETTO,DA MANGIARE E DA DORMIRE GRATIS (CHE SPONSORIZZIAMO NOI COME I CENTRI DI ACCOGLIENZA, I VIAGGI PER RIMPATRIARLI,LE EVENTUALI CURE MEDICHE ETC....)...CHIEDETE ALLA GENTE CHE SUBISCE RAPINE IN VILLA QUANTO E'BELLO ESSERE PESTATI A SANGUE O VEDERE MORIRE I PROPRI CARI UCCISI SOTTO I PROPRI OCCHI SENZA SCRUPOLO?????

(ho fatto copia-incolla)...

Chi ha voglia di leggersi tutte le risposte, qui.

Judisches Museum, Berlin

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Il culmine della visita è stato lo Judisches Museum, ovvero il museo degli Ebrei. Interessante soprattutto come organizzazione, essa contiene, oltre a una vastissima raccolta di lettere, fotografie e di oggetti che raccontano, in un modo o nell'altro, la storia di ebrei deportati nei vari campi di concentramento, anche una sezione (vastissima) che narra invece la cultura ebrea, "l' odore antico del popolo che non ha terra, il dolore senza speranza dell'esodo ogni secolo rinnovato" (Se questo è un uomo, P. Levi, cap. I, "Il viaggio").

Nel museo, i colori predominanti erano il nero e il bianco. Architetture spigolose, inclinate, indefinite, assenti ma che sanno come attirare l'attenzione. Travi "incombenti" sulle scale principale, che sembrano crollare da un momento all'altro, rigidi, ma privi di ogni capacità di entrare nell'insieme cui appartengono, eppure vi appartengono. Tre le porte che davano l'ingresso a stanze inermi, sì, ma da pelle d'oca. Forse per l'irrescindibile reminiscenza che provocavano nella mia mente.






Un giardino di forme elementari, parallelepipedi di cemento dal colore nero-grigiastro, quarantanove di queste lastre, che davano l'impressione di cedere da un momento all'altro; erano tutte curiosamente inclinate verso un lato, e ci si sentiva schiacciare dal loro peso: si chiama il giardino di ETA Hoffmann.



Poi, la seconda porta conduceva a una torre altissima, sempre nera. L'unica sorgente di luce (naturale) era quella fessura fra i due spigoli della parete, ma era talmente in alto da non poter essere raggiunta, quasi nemmeno dallo sguardo... sembrava messa lì per mostrare un punto di arrivo, la libertà del "fuori", della luce del sole, ma sicuramente inafferrabile. L'unico tentativo di fuga era una scala; ma non conduceva da nessuna parte. Non c'era fuga, ancora una volta...
La Torre dell'Olocausto. Così è stata chiamata.

Infine la terza era una stanza di visi di metallo squadrato, tutte faccine di un metallo grigio, probabilmente erano di ferro, con la stessa espressione, con quei quattro buchi tondeggianti, le bocche spalancate ad urlare attraverso il tintinnìo dei passi che li calpestavano; era l'unica loro valvola di sfogo: dovevano essere pestati dai nostri piedi per parlarci, noi camminavamo sopra la loro disperazione resa in un'espressione facciale rigida, e loro così si facevano sentire. Semplicemente il Memoriale dell'Olocausto.

Nord Europa - 2a puntata

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Non seguendo l'ordine cronologico dei fatti...

Riparto per Berlino. Una traversata in traghetto ci ha fatti approdare in una località sulla sponda opposta a quella di Malmo (ovvero Sassnitz) e da lì, in auto, siamo scesi verso la capitale tedesca. Pensando ad essa, non riuscivo a fare a meno di collegarla alla storia contemporanea, quella, ovviamente, della salita al potere del Fuhrer e tutti gli argomenti che gli girano attorno (che sono davvero molti...). E infatti con questo pensiero visito la città: è interessante camminare per le vie di una città tutta da esplorare e pensare che tempo fa, in quello, questo luogo, accadeva questo, quello... Così, il pezzo di muro di Berlino che è rimasto (ancora con le scritte dell'epoca), il Checkpoint Charlie, la porta di Brandeburgo, e tanto altro ancora, creano un effetto contrastante con i palazzi moderni e gli hotel, ma anche il recente Bundestag, ossia il Parlamento, simbolo della (nuova) trasparenza e della democrazia parlamentare tedesca.





Poi, ancora, il memoriale dell'olocausto, non altro che una successione di blocchi di marmo nere, disposti non in modo molto lineare, di diversa altezza. Una forma d'arte nera e monotona, come nera e monotona, e forse morta, era l'anima di molti deportati.
















Checkpoint Charlie Bundstag Brandeburger Tor

giovedì 23 agosto 2007

Risposta.

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Dal blog di Alessio, questo post consolante (per ora).

Windows Vista: davvero tante novità?

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Tutti sanno che la Microsoft Corporation ha partorito un nuovo OS (Operating System), ossia un sistema operativo (v. Wikipedia): Windows Vista.
Curiosa di sapere qualcosa di più sull'argomento, dato che mi è stato venduto un portatile con questo SO, mi ero messa alla ricerca delle novità più significative. Risultato? Nessuna novità, se si considera che con novità si intende non un progresso di un sistema operativo della stessa marca, ma semplicemente un'innovazione in tutti i tipi di sistemi operativi. Bisogna guardare il secondo termine di confronto, per chiamare "novità" o meno una caratteristica.

Quindi, se confrontato a Windows XP (da cui si è evoluto), ce ne stanno di novità in Vista, ma se lo paragoniamo a Macintosh o Linux... Si è aperto un notevole dibattito a tal proposito sul web.

E' così che ho trovato questo video su You-Tube, alquanto ironico, intitolato Windows Vista did not steal idea from Mac OS X! - Windows Vista non ha rubato idea da Mac OS X! (interamente in inglese):





Nonostante la Microsoft abbia dichiarato ufficialmente di aver raggiunto i 60 milioni di copie vendute del suo prodotto tanto prezioso, credo che stia perdendo sempre più consensi. E' soltanto una mia sensazione? Quasi quasi, ci ripenso anch'io...

Siamo piromani d'oggi...

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L'Italia continua a bruciare. Il Sud Italia continua a bruciare.
Ancora una notizia allarmante ieri, nel Messinese. Non sempre, però, dietro le quinte di queste fiamme che iniziano a divampare incontrollabilmente si trovano cause naturali.

I piromani. Perché appiccano fuoco a un ramoscello fresco fresco? Forse lo hanno scoperto da poco e vogliono sperimentare l'emozione degli effetti che fa su larga scala.
Oppure ancora, trovano il fuoco irresistibilmente magico e dalle forme indescrivibili, così si sbizzarriscono, cercando di saziare l'appettito del romanticismo del fuoco, che arde e devasta.
Davvero romantico.
Ci sono quei piromani (17enni) che, alla domanda: "Perché hai scatenato quest'incendio?" rispondono: "Lo fanno tutti, volevo provare che emozione dava, ero curioso di provare come ci si sente". Che strane curiosità che girano. Magari, dopo, sono anche fieri di vedere quell'opera enorme, e avere l'ebrezza di pensare: "Sono stato io l'autore!!!"
Un bel "bravo" glielo dedichiamo? Se lo merita!

In un incendio, oltre alla vegetazione e alla fauna, possono andare in fumo anche 500 milioni di euro all'anno. E la causa è altrettanto positiva: "lo fanno tutti, lo faccio anch'io". La frase più perversa in cui si possa credere e nel quale calare responsabilità e azioni. Vuol dire non avere una propria testa, vuol dire agire secondo modelli già fornitici, vuol dire essere indolenti e pigri a pensare a un passo in più, vuol dire tanto. E continuiamo così, che siamo sulla buona rotta, mi raccomando...

piromane = reato di incendio doloso = terrorista della natura

martedì 21 agosto 2007

Nord Europa - 1a puntata

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Pensavo di raccontare qualcosa sul viaggio di quest'estate, di una settimana fa circa. Un tour (un po' alla svelta, tanto per farmi un'idea su che Stato scegliere per il mio futuro trasferimento dall'Italia dopo l'Università... scherzo, ovviamente) che comprendeva tutti gli Stati dell'Europa centro-settentrionale, vale a dire (in ordine) Lussemburgo, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia, poi giù per la Germania fino ad arrivare nuovamente in Italia.

Ecco perché parlavo di viaggio "concentrato" in questo post...


Senza stare ad elencare tutti i Paesi e le capitali visitate con rispettive piazze e Duomi, credo sia doveroso dedicare due o tre parole al progresso di queste Nazioni in molti settori (i più importanti e quelli più promettenti per il futuro, visto l'andazzo di quello che sta accadendo nel mondo in questi ultimi anni parlando di economia e risorse ambientali), rispetto all'Italia.

Innanzitutto, avendo percorso tutto l'itinerario in auto, ho avuto l'occasione di ammirare splendidi paesaggi di campagna e collina, e anche un po' di foresta, soprattutto in Germania. Tantissime tonalità di colori stupendi, naturali, che rivestivano i campi; dall'ocra al bruno, al marrone scuro, al giallo intenso. Il più bello era il biondo del grano. Poi, quel profumo di pini, quelll'aria umidiccia che impastava la terra all'ombra sotto gli alberi... (in pratica, fango); quelle distese di verde, con tante mucche al pascolo... ogni tanto mi venivano in mente le immagini degli allevamenti qui nella Pianura Padana: stalle con tre mucche adulte in 9 mq di cella, e poi tutti quei macchinari, quei mangimi! Non c'è confronto, è inutile dirlo.
Io, personalmente, non credevo ci fossero tanti spazi aperti e altrettanti lasciati per il pascolo nell'Europa centrale.
Non c'era un'industria che non si trovasse nell'imminente periferia di una grande città.







Poi, un sacco di centrali eoliche. Leggo che la Germania è la seconda produttrice mondiale di energia eolica, dopo gli Stati Uniti. Le turbine eoliche non sono nemmeno sgradevoli alla vista, e mi danno un'idea di pulito e di risparmio (forse perché sono bianchi e non emettono fumi o quant'altro); si inseriscono bene nel paesaggio incontaminato dall'uomo. Ho notato anche che molti di questi generatori sono stati colorati alla base di verde, con sfumature sempre più verso il bianco man mano che ci si allontanava dal suolo.



Qui un post interessante sull'energia eolica in Italia (from Daniel).

Ignoranza vs. Tamburino

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Un video tratto da Le Iene, programma che con abile ironia denuncia alcuni aspetti del mondo odierno.
Assaporate il video in tutte le forme di ignoranza che riscontrate in molti dei bersagli colpiti dalle telecamere nascoste e dai complici; Reazioni diversissime di fronte a una musulmana cammufata: diffidenza, incomprensione, addirittura pudore.
E, lo sottolineo, la maggior parte dei casi è semplicemente mancanza di informazione... ecco, si vede un'enorme fuoriuscita di ignoranza dalle bocche di queste persone.






Lo diceva anche il papà di Tamburino, il leprottino del cartone animato di Bambi, così carino e
simpatico per il suo "tic" di tamburellare il piede a terra...

Se non sai cosa dire, meglio non dire niente!

E Tamburino arrossisce così teneramente...
Ma gli uomini? No, loro sono troppo orgogliosi per farlo.

lunedì 20 agosto 2007

Olimpiadi invernali e meritati posti in classifica

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Un video divertentissimo che mostra come il primo posto non è sempre frutto di duro lavoro, ma anche solo di dura "fortuna" (per non dire altro).
Guardate in che tranquilla passerella passeggia, anzi, pattina, il nostro eroe Bradbury (e parliamo di Olimpiadi invernali!)

Dialogo - trialogo senza succo

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Vorrei tanto sapere cosa dite voi quando incontrate una persona che non vedete da tanto tempo, che una volta era un vostro caro amico, con il quale condividevate di tutto, dalle monotonie (meglio quotidianità) di una volta, che si stanno rivelando ora i momenti più ricorrenti nella vostra memoria per questo amico, agli spettegolezzi su quello, su questo, su quel ragazzo, su quella ragazza, dalle biciclettate, ai compiti di scuola, dal gioco di squadra, ai consigli, ecc.

Beh, capita un giorno che te lo ritrovi di fronte, dopo mesi che non lo vedi; è lì, non ci credi, siete uno di fronte all'altro, faccia a faccia... non ci credi! Dai, salutalo, sei contentissimo... e dire che in tutti questi mesi desideravo rivederlo ogni singolo giorno!

Salutalo, forza! Fatto. E lui ti sorride e ricambia il saluto. Tu sorridi e... Che fai, imbecille? E... Cosa vuoi che faccia? Sono senza parole!

"Ciao, come va?"
"Bene, grazie, e tu?"
"Bene, sì..."

Tutto qua? Gli chiedi queste due mediocri informazioni?
Aspetta... lui ha un fratello.

"E tuo fratello, sta bene?"
"Sì, dai, è cresciuto tantissimo"
"Immagino..."

Ma dai! Dico io...
tutte queste settimane passate a tenatare di conservare il suo volto, l'unico punto fermo che hai di lui, che è presente in te, ma che ogni giorno sfumava sempre più, perdeva dettagli e sapore: i suoi capelli si accorciavano, la sua bocca subiva incontrollabilmente una distorsione, le sue orecchie si facevao sempre più piccole, mentre il naso... che forma aveva il naso? Non è possibile, mi sfugge il suo naso! Alla fine sei disperato: rimangono di lui soltanto gli occhi.

E negli occhi lo stai fissando ora, nel disperato tentativo di farti venire in mente qualcosa da dire; il silenzio fra lui e te si fa molto più insopportabile della malinconia avvertita in tutti questi mesi.

Lui sembra sereno, invece, nonostante non abbia nulla da dire; motivo in più per te per rimanere attonito, disorientato e intrattabile. Sei rigido. Alla fine è lui che rompe questo equilibrio fra voi, che stava iniziando a scavarti una piaga di amarezza:

"Dai, ora vado, mi aspettano a casa. Ci sentiamo, mi raccomando! Buona giornata!"


Meno male che si è conclusa così! Avresti potuto anche rivolgerti a lui con la frase: "Bello il tempo, oggi, non trovi? Forse fa un po' caldo, ma si tira avanti". Sarebbe stato il massimo del degrado dialogico di due persone. Di due amici.


"Sì, sì... buona giornata anche a te..."

Faceva prima a dirti "Buona vita!".


La vita è fatta di piccoli dolori, di assurde malinconie. E di mancanza di dialogo. Inguaribili.


(Questo post è basato sul rapporto fra tre persone: un "tu" generico, qualsiasi, che può essere anche un"io"; l'amico di "tu"; e infine il "Tu" - con la T maiuscola - che è semplicemente una personalità che convive in "tu" e lo suggerisce in casi come questi; è quello evidenziato in marrone scuro.)

domenica 19 agosto 2007

DIDDLE e LID'L

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Due video divertenti, che mettono anche un po' in ridicolo alcune pubblicità di supermercati, in questo caso il Lid'l, il famoso discount di origine tedesca, che si è diffuso molto anche in Italia; per questo ha trovato dissenso tra molti italiani, da quel che ho potuto constatare; ho letto molte discussioni sul Web e critiche al riguardo.

Questi video sono soltanto a scopo di divertimento, ed evidenziano alcuni aspetti della pubblicità davvero insopportabili.




Le leggi più strane del mondo

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Ho trovato un articolo bizzarro su Internet nel quale sono elencate le leggi più strane del mondo.
"Insolita lex sed lex", così si potrebbe iniziare la presentazione. Infatti, sono sì strambe come leggi, ma sono sempre pur leggi. Al limite del ridicolo, alcune. La maggior parte di queste leggi a parer mio provengono da Paesi democratici, perché è qui che si tiene, in linea di massima, il principio che "è lecito tutto ciò che non viene espressamente vietato dalla legge". Quindi, si fanno necessarie alcune precisazioni per i "furbi"...

Al contrario, nei Paesi poco o per nulla democratici "è vietato tutto ciò che non è espressamente consentito dalla legge"; fra una frase e l'altra c'è un abisso, un abisso che fa la differenza fra due sistemi di pensiero e di azione politica opposti. Un abisso che schiera uno dirimpetto all'altro Nazioni e ideologie. Il mondo.

Allo stesso modo, queste leggi sono il risultato dell'evoluzione sociale e culturale di un popolo o di uno Stato, e alcuni aspetti del suo passato sono rimasti o si sono adattati ai nostri tempi, si sono "aggiornate", "attualizzate".

L'elenco contiene le 25 leggi più stravaganti secondo il Times. Ne cito solo alcune, quelle che mi sono sembrate davvero "caratterizzanti" (anche in relazione allo Stato in cui sono state emanate):


In Francia...

è vietato chiamare un maiale "Napoleone" (mi sembra ovvio... sarebbe indegnoso per il generale e imperatore più illustre della Francia);


In Inghilterra...
  1. è illegale non dire a un agente del fisco qualcosa che voi non volete che lui sappia, sebbene non dobbiate dirgli qualcosa che non pensate che lui debba sapere (???);
  2. è considerato tradimento mettere il francobollo raffigurante il Re inglese capovolto (attenti a spedire cartoline! Potreste venire esiliati a vita!);
  3. è vietato morire nel Parlamento di Londra (chissà cos'è accaduto per dover imporre una legge simile...);
  4. tutti gli uomini al di sopra dei 14 anni devono praticare tiro con l'arco almeno per due ore al giorno (ma in che anno siamo?! Non capisco se è una specie di addestramento militare - sapete, non si sa mai che vengano attaccati da una tribù di indigeni impazziti - o un semplice invito a mantenersi in forma con l'esercizio fisico);
  5. in tutta la GB un uomo che deve urinare in pubblico lo può fare soltanto se mira alla ruota posteriore della sua auto e appoggia la mano destra al veicolo (no comment);
  6. a York si può uccidere uno scozzese a patto che egli tenga in mano arco e frecce (legittima difesa...);
  7. la testa di una balena morta trovata sulle coste inglesi appartiene al Re, la coda alla Regina (equa spartizione...);
Negli Usa...
  1. Boulder, Colorado: chi possiede un animale domestico è soltanto un "badante degli animali", legalmente parlando (nulla più...);
  2. Kentucky: non potete trasportare un'arma di nascosto per più di 6 piedi (circa due metri);
  3. Alabama: non si può guidare bendati (questo è proprio al limite; neppure un ubriaco credo arrivi a bendarsi; l'unica spiegazione è una scommessa...);
  4. Vermont: donne, per mettervi denti finti dovete chiedere il permesso da vostro marito!

Ecco, per chi volesse leggersi l'intero articolo, clicchi qui.

sabato 18 agosto 2007

Anti-K: specificazioni personali

6 commenti

Dal Blog di Alessio ho reperito il banner di un'iniziativa incentivata dall'autore del blog. Forse è esagerato farne una campagna, ma almeno è utile per denunciare che è in parte fastidioso: si tratta dell'uso spropositato delle K al posto del CH. Certo, nei SMS può benissimo essere usata per risparmiare caratteri e quindi soldi, ma almeno sul computer e in particolare nei blog talvolta può dar fastidio.
Per non parlare poi delle parole kasa, parko, kretino, korsa! Queste sì che sono insopportabili!




Devo precisare comunque che l'origine della K al posto del ch non è un fenomeno legato solo agli SMS; riguardo a questo, mi viene in mente il Placito di Capua, risalente al 960:

Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti benedicti.


In realtà, si tratta del cosidetto "volgare italiano", quasi un dialetto, quindi.

venerdì 17 agosto 2007

Skype in blackout

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Tornata dalle vacanze, avevo notato che Skype non era in grado di effettuare la connessione. All'inizio credevo fosse un problema "passeggero", uno di quelli che si risolve riavviando il computer o soltanto il programma. Finché ho trovato questa notizia tratta da TG Tech, che evidenziava il problema, facendone risalire la causa al servizio di telefonia stesso.
Secondo l'articolo e a quanto detto dall'azienda, la faccenda si sta risolvendo già per molti utenti. Un segno tranquillizzante. Io sto ancora aspettando...

A proposito, chi avesse Skype tra quelli che conosco, mi può segnalare il nome che utilizza? Ho pochissimi contatti... Grazie mille.

Non tutti i post hanno un titolo

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Chi credi di essere? Non ti sto chiedendo chi sei, ma chi credi di essere.
Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dimmi quello che pensi: posso giudicare la tua risposta, perché sarà o diversa o uguale alla mia. Posso quindi confrontare i due pensieri, il mio e il tuo, ma non potrò mai dire chi ha ragione. Sarebbe sciocco pensare di scovare una risposta vera in tutte le questioni. Se così fosse, tante di esse si sarebbero chiuse per sempre, sciolte da qualsiasi dubbio.
Invece, tutto dovrebbe rimanere a p e r t o, esposto a critiche e giudizi; le questioni sono tanti tronchi di legno soggetti all'erosione del nostro agire e del nostro ragionare... fino a quando non lo scomponiamo del tutto. Lì ci prendiamo una pausa, soddisfatti vediamo i trucioli di legno a terra. Ma il legno si decompone e riinizia a diventare pianta, e così anche noi ci rendiamo conto che il nostro lavoro di scomposizione e analisi non è ancora finito, ma esisterà finché c'è una mente che lo permette.


Che merito c'è ad afferrare i pensieri degli altri, che ci vengono scritti, narrati, raccontati, così come sono, crudi? Nessuno. Anche perché c'è lo sconveniente che quelle idee, degli altri, non saremo mai in grado di renderle nostre. Non si può vivere attaccandosi troppo a idee degli altri, perché si rischia di sbandare, di rimanere condizionati e legati indissolubilmente da mille punti di vista vaganti, inelaborate, che corrispondono ad altrettante mille persone che sfuggono... sì, sei condizionato.

In tutti questi discorsi, vedi, c'è un'eccezione, sempre la stessa: la fede religiosa. Mi chiedi perché? Scusa, ma non credi in nulla? Io ci provo. Vorrei. Credo che sarà lei a sorprendermi per prima. L'unica paura è quella di non sorprendermi abbastanza... sarebbe un'occasione persa. Game over.

giovedì 16 agosto 2007

La bacheca è riaperta.

2 commenti

Con grande piacere dichiaro che la bacheca è riaperta.
Spero di dedicare al blog i giusti tempi in modo da aggiornarlo almeno quotidianamente. Sarà sempre più difficile, visti gli impegni che mi si stanno aprendo man mano (anzi, aperti già da un bel po' di tempo, ma pienamente visibili ai miei occhi solo ora), non appena rientrata da un affascinante tour dell'Europa centro-settentrionale durato quasi due settimane.
Non appena troverò il tempo, scriverò qualcosa su questo viaggio: impressioni, paesaggi, persone, edifici... tantissime esperienze delle grandi città come Amsterdam, Copenaghen, Berlino, Bruxelles, Amburgo... Spero di fare in tempo a caricare alcune foto.
Ho notato con piacere che i membri della compagnia degli States si tengono in forma nell'appuntare, appena possibile, le loro vicende sul blog. Forse per ora mi limiterò a leggere i post di Chiara, Giulio e Daniel.

domenica 12 agosto 2007

(parentesi di viaggio)

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Ciao a tutti e saluti dalla Svezia!
Ebbene sí, sono in un momento di pausa da questo viaggio molto "concentrato". Sono in un hotel a Malmö, vicino a Copenaghen.
Ora devo scappare davvero, sono al computer dell' hotel nella hall.

Spero di riuscire a raccontare tutto perbene al ritorno... Ciao!

domenica 5 agosto 2007

Avviso:

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Arild Ovesen e Isa Momodo, due disperati da salvare!

6 commenti

Leggete assolutamente questa mail... L'ho trovata su Internet.



Mi permetto di postare questo appello, che e' assolutamente vero!!!


Ciao, il mio nome è Arild Ovesen.

Soffro di 54 malattie rare e mortali, cattivi risultati scolastici, eiaculazione precoce, paura di venire rapito e ucciso mediante elettroshock anale, e senso di colpa per non aver inoltrato 50 miliardi di catene di Sant’Antonio mandatemi da persone che pensano davvero che se uno le inoltra, la povera piccola bambina di 6 anni a Foligno con un tricorno in fronte non riuscirà a procurarsi abbastanza denaro per toglierlo prima che i genitori la vendano al Circo Orfei.

Prima di tutto devi mandare questa lettera a 7491 persone entro i prossimi 5 secondi, altrimenti verrai stuprato/a da un montone impazzito e poi gettato fuori da un edificio altissimo per cadere in una collina d’escrementi animali.

Se non lo farai, a causa di uno strano virus la ventola dentro il pc si metterà a girare al contrario e vi risucchierà il processore.

Dopo una serie di lampi di colore blu, dal vostro lettore cd (se avete il masterizzatore è peggio), uscirà il totem (o tantra) della buona sorte che ha già fatto il giro del mondo tre volte (e mi ha confidato di essersi rotto il c... perché vorrebbe starsene cinque minuti a casa), vi appoggerà alla pecorina sulla tastiera, indipendentemente se siete donne o uomini.

Per ogni messaggio che manderete all’indirizzo boccaloni@bocaloni.it un’associazione donerà un quarto di dollaro per comprare un nuovo aereo all’aviazione americana che servirà per tirare giù un’altra funivia in Italia.

E per ogni mail che manderete alla Microsoft o che manderà un’altra persona dopo avere ricevuto l’informazione da voi, vi verrà portata una pizza quattro stagioni a casa vostra da Bill Gates in persona.

Io all’inizio non ci credevo, poi ne ho spedite tante e dopo tre settimane, mi è arrivato addirittura un calzone farcito!!!

È del tutto vero!!! Perchè questa lettera non è come tutte quelle false, QUESTA è del tutto autentica!!! Del tutto vera.

Ecco il programma:

Mandala a 1 persona: 1 persona si incazzerà perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio.

Mandala a 2-5 persone: 2-5 persone si incazzeranno perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio.

Mandala a 5-10 persone: 5-10 persone si incazzeranno perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e forse valuteranno l’opportunità di sopprimerti.

Mandala a 10-20 persone: 10-20 persone si incazzeranno perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e faranno saltare te, la tua casa, la tua famiglia e il tuo gatto in aria.

Erode Scannabelve, un pediatra mannaro di Trieste, non spedì a nessuno questa mail: dei suoi tre figli uno cominciò a drogarsi, il secondo entrò in Forza Italia e il terzo si iscrisse a Ingegneria dei Materiali.

Turiddu Von Wasselvitz, un allenatore di farfalle da combattimento austro-siculo, si fece beffe di questa mail ad alta voce, e in quello stesso istante gli esplose la testa.

Meo Smazza, pornodivo shakespeariano, non diede alcun peso a questa mail: ignoti gli riempirono un profilattico di azoto liquido, e lui se ne accorse solo dopo averlo indossato.

Un tizio che conosco non ha diffuso questa mail e ha disimparato ad andare in bicicletta.

Se inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete, perderete 2 minuti, ma forse la finiranno di rompere con queste catene di Sant’Antonio!




Ecco, ora che l'avete finita, capirete il vero senso di tutte le catene di Sant'Antonio e dei veri problemi che stanno dietro ad esse... E mi raccomando, continuate ad inoltrarle, perché potreste salvare bambine con il tricorno e far scampare da morte sicura giovani ragazzi con 54 malattie rare e mortali.

L'altro giorno mi è arrivata una mail da una certa dottoressa Isa Momodo del Burkina Faso, direttrice di una banca (Bank of Africa, BOA, tengo a precisare), che mi chiedeva cortesemente di accettare un'ingente somma di denaro proveniente dal conto di una famiglia la cui parentela era tutta rimasta vittima di un drastico incidente aereo. Ero così emozionata...io! La prescelta! Che fortuna! 25 milioni di dollari per me!

Oltre all'impossibilità della richiesta, la mail non ha avuto effetto perché la stessa si trovava non solo nella cartella delle mail vere e proprie, ma anche nella cartella anti-spam della mia casella di posta! Con due giorni di ritardo, era riuscita a infiltrarsi per bene, obbligandomi a leggerla...
Notate bene anche la sigla BOA: di solito, nelle abbreviazioni, non si usano mai le preposizioni. Altrimenti, scriverei comodamente gli USOA (United States Of America)!!!

sabato 4 agosto 2007

Un blog per il blog

4 commenti

Vi segnalo questo blog, e in particolare questa sezione, nei quali si trovano a parer mio numerosi consigli interessanti per modificare il proprio blog (per chi usa Blogger in particolare); viene anche trattato il discorso della modifica del modello del blog nel linguaggio HTML.
In seguito al mio successo (dopo non so quanti tentativi) di trovare un modo per modificare il mio modello, oggi ho scoperto che avrei potuto risparmiarmi ore di fatica leggendo semplicemente in questo blog qualche trucchetto. La soddisfazione di essere riuscita nell'impresa senza aiuti però compensa un po' (un pochino) il tempo impiegato.
In ogni caso, ho trovato anche un modo semplice per inserire nella sidebar gli ultimi commenti, in modo da non scorrere ogni volta alla ricerca di conta-commenti cambiati.

venerdì 3 agosto 2007

Io, c'ho provato

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Guardo fuori: il mondo fa girare la sua giostra, il motore di questo enorme carillon mi accorgo che emette una melodia singolare, la melodia di tante note sparse, più o meno in sintonia tra loro. Ogni tanto c'è anche un diabolus in musica, ovvero, per chi non lo sapesse, l'intervallo musicale più spiacevole all'orecchio umano (la quarta eccedente... non che io me ne intenda molto, l'ho scoperto casualmente qualche giorno fa dal mio maestro di musica; devo pur mettere in pratica le mie nuove conoscenze, no? Scusate, vaneggio).
< Lasciati stupire!>. Dai, ci provo. Devo meravigliarmi, oggi. E' il mio obiettivo, da quando ho paura di aver perso la capacità di farlo.

Guardo la strada: ovvio che no, hai inziato col piede sbagliato. Devi anche saper guardare! Beh, penso: di solito, nei romanzi e nei film, è sempre la luce della natura a dar nuovo colore agli occhi, a commuovere un desiderio, a far sprigionare una lacrima di malinconia o di gioia.
Solite immagini, non va bene. Devo trovare qualcosa di MIO.

La mia ricerca continua. Alla fine, vi posso anche elencare gli elementi che stanno al di fuori della mia finestra, dal quale mi sono proposta di riuscire nell'impresa. Ci sono due o tre palazzine, due o tre alberelli, due o tre strade, due o tre lampioni, due o tre fiori vistosi, due o tre giardinetti, due o tre passerotti, due o tre... un momento. Ci sono... Quante volte nei temi di scuola ho cercato di non scrivere quest'espressione? Perché? Semplice, lo ritengo troppo schematico. C'è, ci sono... No, no. Mi è sfuggita.

Allora, non c'è nulla. Sono una fallita. Non riesco a tenere concentrata la mia attenzione su un obiettivo che inizio a divagare in altri che non c'entrano assolutamente nulla. Devo tenere la mia concentrazione, osservare... Dai, forse arriverà il momento in cui spalancherò la bocca (è solo un'immagine per non ripetere la parola stupire). Cavolo, ora però mi sono incantata. Basta, è inutile continuare. Così non funziona. Eppure, c'è quel qualcosa... mi sono incantata! No. Non è un banale incanto. Quando ci si incanta, lo si fa perché si pensa a qualcosa che ha poco a che fare con la realtà catturata dagli occhi. Allora non si chiama incanto. Ma cos'era? Mi sono ripresa. Mi accorgo di sorridere.

Ora ci ripenso, a quella sensazione. Quella febbrile eccitazione che saliva, saliva, saliva... (), per trattenere quella leggerezza...non ci credo. Sorrido ancora. Non stavo pensando a nulla. Cercavo di stupirmi, e ce l'ho fatta a distanza di un'ora. Ora. Solo ora. Non stavo pensando a nulla!!! Ma il mio obiettivo era di stupirmi per qualcosa aldifuori di me, non dentro di me!

Forse, bastava solo cambiare finestra, magari affacciarmi a quella che scruta il lago... La prossima volta, sono troppo eccitata per aver svuotato la mente per non so quanto tempo. Semplicemente guardando due o tre palazzine, due o tre alberelli, due o tre strade...

Questo post è dedicato a chi pensa sempre a qualcosa e, almeno durante le vacenze, vorrebbe stare in pace con la propria mente per quei pochi attimi che danno nuova energia per ricominciare a riflettere...

Stampanti e rimandi infantili

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Avete presente il buon profumino delle pagine appena sfornate dalla fotocopiatrice, ancora belle calde, perché fresche? Quei fogli con tante di quelle scritte, magari, e tanto nero, che se passate sopra il dito ve lo ritrovate bello sporco, come se trascinaste la mano sulla polvere di libri centenari? Bene. Presente? Ecco. Sono tossiche. Sì, proprio quelle polveri: tossiche.
Lo dice un articolo sulla salute nel Corriere della Sera. Lo sono soprattutto gli strumenti che stampano quelle pagine: le stampanti a laser. Addirittura, l'articolo parla di come siano in grado di produrre un pulviscolo, dannoso ai nostri polmoni quanto il fumo di sigaretta.
Gli effetti sull'uomo sono ancora da indagare approfonditamente. Spero non sia nulla di preoccupante... Quel piccolo piacere olfattivo che mi ricorda la scuola materna, dove si coloravano valanghe di immagini fotocopiate; ma anche il profumino dei pastelli, quello della colla stick, la classica Pritt.A proposito, anche quella è dannosa se respirata per tanto tempo, insieme ai pennarelli, che contengono una particolare sostanza che produce nel nostro organismo un effetto simile alla droga. Chi l'avrebbe mai detto!

Ma nessuno mi toglierà mai lo sfizio di annusare le pagine di un libro mentre scorrono velocemente, frusciando, sotto il mio naso! ;) (non sarò l'unica a farlo, vero?!)

Eh Chiara, Chiara... anche tu!

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Anch'io mi unisco a Daniel e do il mio benvenuto a Chiara nell'entusiasmante (si fa per dire) mondo dei blog (Precisando nell' Olympus Bloggorum Desenzani...)!

I want you all for the blogosphere!


giovedì 2 agosto 2007

L'uomo pro/re-gredisce

5 commenti

Ecco, questa sensazione di perdere ogni cosa che trascorre, anzi, che scorre via con il tempo.
Fuori c'è un'aria piacevolissima, una serata umidiccia, quel profumo di bagnato che risveglia percezioni autunnali e primaverili. Il tempo, là fuori, sembra essersi rassenerato con se stesso, il suo lavoro di rinfesco d'aria l'ha compiuto a suo dovere.
Perché tutte le creature e i fenomeni di questo mondo hanno un unico scopo, mentre l'uomo ne ha infiniti? E più passa il tempo, più se ne prefigge, più si ostina a fare, fare, fare... è sempre così pensieroso, deve trovare una soluzione a tutto, perché crede che più domande vengano fuori, più risposte bisogna dare. No. Lasciar passare, non sarebbe più semplice? (Lo dico proprio io!). Ad esempio... le nuvole vengono per buttare giù acqua. Stop. Le piante crescono per l'ossigenazione dell'atmosfera. Stop. Tutti gli animali nascono con l'unico scopo di sopravvivere e far sopravvivere, pardon, o far sopravvivere. E l'uomo? Lui no, invece. Lui è destinato a non avere un unico fine, perché qualcuno ha avuto la brillante idea di dargli un cervello per pensare.
Il suo pensare è stato il suo progredire. Mi chiedo ora se è veramente una progressione: vedo che l'uomo è capace di fare tanto male. Ci sono due strade possibili per ogni idea umana: una che fa crescere nel bene, una nel male. Ma ogni idea fa comunque crescere. Ci si costruisce questo muro di mattoni che si fabbricano ad ogni nostro sguardo, osservazione, attenzione, ad ogni lettura, ogni scrittura, ogni ascolto... da soli. Si costruiscono da soli, non ce ne rendiamo conto. Si saldano agli altri solo nel momento in cui li riprendiamo in mano, li applichiamo e li ripensiamo; da crudi come sono diventano cotti, grazie al sole del nostro intervento, del nostro agire cosciente.
Più l'uomo cresce, più l'innocenza scompare, perché egli inizia a cuocere tutti i mattoni a una velocità impressionante, robotica. Diventa rigido, inflessibile...
Pensare che una volta era un animale... un innocuo animale. E anche lui con uno scopo. Un semplice scopo. La mancanza di intelligenza come quella umana porta con sé un grande vantaggio, anzi due: il primo, è quello di non essere in grado di porsi domande e quindi problemi. Il secondo, è quello di non poter desiderare tale intelligenza, non conoscere dell'esistenza di tutte le gioie e i piaceri che ne potrebbero derivare, tutte le comodità, le soddisfazioni... Voglio dire, nessun animale è invidioso di noi.


P.S. Cercherò di dimenticare tutto quello che ho scritto in questo post perchè sarebbe troppo deprimente per me crederci sul serio per tanto tempo... Evviva l'intelligenza umana! (umana non vuol dire che si trova in TUTTI gli umani...)

Modigliani...distorsioni

7 commenti

Avete presente l'arte di Modigliani? Guardate quest'immagine, una sua opera che ritrae Jeanne Hebuterne.



Un quadro tipico di Modigliani: una donna con il volto allungato.
Alcuni pensano che questa distorsione facciale che applica in molti quadri sia dovuta a un suo difetto visivo, e ritreava ciò che vedeva. In realtà, questa ipotesi non può aver senso. Qualcuno sa il perché?

(giochino preso da Focus Giochi)

Anti-Moccia e anti-Danmarrone (ovvero Dan Brown)

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La libreria on-line che offre il sito aNobii permette anche la creazione di gruppi di persone che condividono gli stessi interessi o le stesse opinioni, e permette di dare il via a discussioni al loro interno. In base alle librerie degli utenti, si invitano altri a partecipare ai gruppi e alle discussioni ecc.

Ieri sono riuscita a leggere per intero la discussione Anti-Moccia, che mi ha incuriosita parecchio... Sapete, l'autore di Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te, ecc. Oltre a interventi estremisti che proponevano vere e proprie manifestazioni di massa contro questo autore così amato dalla maggioranza degli adolescenti (spero fino agli under 15 al massimo), con tanto di maglie e gadgets ecc... mi ha colpito l'intervento di una professoressa che ha descritto come è riuscita a far cambiare idea in modo intelligente, a parer mio, ai suoi alunni che le avevano proposto di leggere Tre metri sopra il cielo in classe. Un vero esempio.
Accanto a questo, altri commenti di scherno vero e puro, e altri di umorismo (come la scritta su un muro: Io e te sei metri sopra il cielo, perché a tre metri c'è già troppa gente)...
Io penso che questo successo di Moccia, oltre a un'eccessiva pubblicità, sia dovuto, più che altro, al pubblico cui sono rivolte quelle storielline: ragazze pre-adolescenti o adolescenti inciecate a seguire le vicende di loro coetanei e a farne degli eroi. Anche in seguito al film con il bellissimo e superbravo Scamarcio... Io mi preoccuperei piuttosto di loro, non di Moccia, che altro non fa che approfittarne.
Certo, un conto è leggere Tre metri sopra il cielo, stop (anche sulla spiaggia, sotto l'ombrellone, tanto per passare un po' il tempo, se proprio proprio...).
Un altro è imitare le gesta d'amore di tali eroi (lucchetti sui ponti, scritte dappertutto).
Un altro è portare all'esasperazione l'adorazione di Scamarcio, quindi dei libri di Moccia.

L'altra discussione era quella anti-Dan Brown, chiamato Dan Marrone. Anche qui si proponeva di tutto, forse in maniera più pesante rispetto a Moccia. Non rendendosi conto che il successo di un libro deriva anche da un'amplissima critica riguardo al romanzo, sia che essa sia positiva, che negativa...anzi, peggio ancora negativa.
Far tacere un libro vuol dire innanzitutto far tacere la sua critica.

mercoledì 1 agosto 2007

Internet & Blog: ancora da discutere

2 commenti

Ho trovato questo articolo (oppure qui in inglese) sul Corriere della Sera che espone un'opinione del famoso cantante Elton John riguardo agli effetti di Internet e della nuova moda dei blog sull'arte, sulla musica e sulle relazioni con gli altri; in sintesi, esprime tutto il suo dissenso per tante tecnologie che rovinano la musica come era ai suoi tempi. Afferma addirittura di non avere un i-Pod, tantomeno un cellulare, per il semplice fatto di essere coerente al suo essere "tecnofobo".
Secondo me, c'è anche un discorso economico dietro... con tutti i programmini che permettono di scaricare musica gratis!
Non sono d'accordo con quanto dice riguardo alla socializzazione inibita dalle ore passate davanti al proprio blog; gli irragionevoli e i dipendenti esistono da sempre, per tutto; basta saper dosare il tempo.
Certo, riguardo alla musica che sta diventando sempre meno interessante rispetto ai suoi tempi, c'è già qualcosa di più ragionevole... ripeto: qualcosa, non tutto! In realtà, anche quest'ottica ormai sta diventando sempre più appartenente alla minoranza della gente, che tende invece a seguire i nuovi generi e i nuovi cantanti, senza però accantonare del tutto la musica di una volta.

Madame Bovary, c'est moi

6 commenti


Ho appena finito di leggere il classicissimo Madame Bovary di Gustave Flaubert.
Ho intrapreso la lettura del libro proprio perché si tratta di un classico, infatti non ero particolarmente attratta dalle vicende che avrei potuto trovare dentro. Difatti, la trama in sé non mi è stata di grande aiuto per terminare il libro più presto, quanto piuttosto alcuni passi in cui si rifletteva circa la vanità della vita e delle cose terrene, oppure alcuni pensieri di Emma, la protagonista, Madame Bovary, appunto, che contenevano frasi molto belle e pungenti. Tutto il romanzo è pervaso da dolore, da sofferenze, da senso di inadeguatezza e di angoscia.
Il culmine è raggiunto dal suicidio di Emma. Tutto scorreva così veloce, verso la fine, come a inseguire un'anima, ormai fuggita, di una ragazza che vedeva anche l'amore come un sentimento tedioso, che dà noia.

Personalmente, non rileggerei mai questo libro. Piuttosto, alcune citazioni molto belle, ma staccate, non inserite nel loro contesto, e prenderle come "massime".

Chi avesse per caso (e sottolineo per caso) letto questo libro e avesse considerazioni al riguardo, commenti pure, sono curiosa di sentire altri pareri.

P.S. Per chi non avesse capito, l'etichetta "insostituibili" si riferisce ai libri, così chiamati in una riflessione di Isaac Asimov (?)...