lunedì 30 luglio 2007

Illusione...

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Non so perché, ma ho voglia di parlare di illusi & illusioni.
Oggi, si sente parlare di una persona illusa con l'accezione di "sfigato": un illuso è uno sfigato, uno che non si rende conto della reale situazione cui non è capace fare cima; uno, insomma, che non sa distinguere la realtà dalla fantasia dei suoi desideri. Ci si illude di solito per protezione, più o meno consapevolmente, e ci si chiude in una cappa che permette di non avere tanti contatti con l'esterno: una sorta di isolamento, il cui strato dipende dalla capacità di evadere. Certo che nel momento in cui uno si illude inconsciamente, non è nemmeno più in grado di allargare il divario fra realtà e sogno nella realtà. L'illusione è un sogno nella realtà, e nel divario c'è rischio che affoghi di tutto, anche punti fermi della propria esistenza e dei propri rapporti.

Io ho sentito parlare di schizofrenia, in questi casi.
Ma questa non è una semplice malattia di illusione, perché il vero problema di una patologia mentale simile è la CONVINZIONE. C'è differenza tra illusione e convinzione. Mi ricordo del bellissimo film "A beautiful mind", che aveva come protagonista John Nash, uno schizofrenico, appunto. La difficoltà più grande per lui è stata quella di ammettere l'esistenza di tale malattia, ammettere che in quel divario vi era sprofondata anche sua moglie e sua figlia, che confondeva con elaborazioni della sua mente, e che più abilmente riusciva a contestualizzare e incastrare nelle vicende di ogni giorno, e più esse si stagliavano ai suoi occhi come vere.
Tornando all'illusione, io credo che essa sia davvero una culla di gioia e di dolore. Perché dolore? Beh, è abbastanza ovvio: dal momento che si esce da un'illusione si soffre sempre. E' come essere risvegliati nel momento culminante di un sogno. Dà rabbia, no? Ma l'illusione è un sogno nella realtà, e la realtà fa più male che rabbia.

Io credo che le illusioni posteci dagli altri siano le più crudeli. Leopardi parlava della Natura come principale ispiratrice di illusioni, ma lui nei suoi testi descriveva paesaggi, elementi nei quali si rispecchiava e si lasciava andare... Si risvegliava sempre, però, alla fine. L'importante, dopotutto, è non piantarsi sulle illusioni, ma considerarle come una seconda alternativa.

Saper vivere con esse, non in esse.

domenica 29 luglio 2007

Nezareth Casti Rey

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Io, personalmente, sono rimasta del tutto senza parole... Un bambino così, in quelle vesti da presentatore, che altro non sono che predicatori moderni. Ma questo bambino predica più di uno show, non è lì per puro intrattenimento. No, è troppo strano. Non è naturale.
Sono sconcertata, anche impaurita un po'. E poi, tutta quella folla a sostenerlo, anziani, giovani, adulti, tutti lì per ascoltarlo. Mi viene in mente una riproduzione dei giorni nostri del celebre passo del Vangelo in cui Gesù parla ai sacerdoti e alla folla, ma non voglio che questo filmato mi ricordi il Vangelo, anche se è inevitabile. Guardate, si alzano e gli applaudono, a un "nino" alto poco più di un metro, che parla e parla e gesticola e indica in alto...come si muove! come sa alzare il tono nei momenti culminanti del discorso, per guadagnarsi un boato di applausi da una platea completamente presa dal fanciullo!
Innaturale, inverosimile. Non so se ridere, di una risata stupita, o liberatoria, o semplicemente di una risata divertita. Oppure rimanere seria e riflettere su qualcosa che non so definire esattamente. Vorrei conoscere la vostra reazione.

Google Analytics e Google Earth collaborano

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Ho scoperto, girando fra vari blog che danno indicazioni per blogger, dell'esistenza di un modo per visualizzare, su Google Earth, le provenienze delle proprie visite, grazie a Google Analytics. Vi rimando alla pagina di questo blog che descrive bene il procedimento (tra l'altro molto semplice), nonostante la chiarezza del quale io non sono riuscita nel tentativo. Certamente qualcuno di voi sarà capace, non è così difficile, in fondo... Mi aiutate eventualmente? Grazie per il favore.





sabato 28 luglio 2007

Mine antiuomo

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Mine antiuomo: la guerra dopo la guerra

Sono rimasta scioccata da un articolo trovato in un mio libro di scuola, riguardante le armi della "guerra dei vili": le mine antiuomo. Diffusissime nelle terre più povere del mondo (che novità...), in particolar modo in Africa, nel Vicino Oriente e nell'Asia Orientale (Cambogia, Laos, Somalia, Iraq), hanno provocato davvero moltissime vittime (100 mila all'anno), tra morti e mutilati. Tantissimi agricoltori delle poche terre coltivabili di questi Paesi cadono nella trappola, dato che esclusiva delle mine è proprio quella di sfuggire alla volontà umana e di far permanere il loro potenziale pericolo.
Un altro fattore che credo aumenti l'efficacia di questo tipo di arma sia la loro posizione. Scopo originario, infatti, era quello di difendere installazioni o provocare sopstamenti della popolazione civile. Ovviamente, non tutte queste mine avevano adempito al loro compito entro la fine della guerra. Ecco che gli effetti indesiderati (o meno) si manifestano, perché nel momento in cui il soldato incaricato sotterra una mina ne perde inevitabilmente il controllo.

Mi chiedo se non esistano cartine, piante che mostrino le zone in cui sono state disposte, in modo da disinnescarle...in teoria, si potrebbero recuperarle tutte, grazie ad appositi e meticolosi piani delle zone minate. In pratica, immaginate...
Il fatto più sconcertante, a mio parere, è lo scopo originale di queste mine e i loro effetti nella realtà dei nostri giorni. La mancanza di controllo di armi messe lì, giù, a sproposito, ora fa sentire il suo pianto. Un'arma senza padrone e senza vittima, nel senso che chiunque può essere scelta da lei. Pensare poi chi è sottoposto ancora una volta a disgrazie come questa sono accomunati da uno stato di assoluta povertà, sono dipendenti soltanto dalla loro terra che vedono come l'unica risorsa di cibo e di vita, ma dove scovano spesso la morte, sono incapaci di diffondere il proprio destino al mondo, di far sentire la loro voce...eppure, sono circa 10o milioni le mine stimate.

Una soluzione? Soltanto l'interdizione della loro fabbricazione. E chi sostiene questo intervento? Croce Rossa, Unicef e il Segretario delle Nazioni Unite.
Ci sarebbe un dibattito amplissimo riguardo alla soluzione, perché, secondo me, proibire completamente la produzione di un'arma potrebbe portare al risultato opposto rispetto a quello sperato: ossia una frenetica corsa agli armamenti, ma stavolta nascosto. Il che credo sia davvero molto peggio.

venerdì 27 luglio 2007

Libreria sul blog

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Ho trovato questo sito (aNobii) grazie al quale si possono creare librerie personali, tenere in conto i libri in lettura, quelli già letti e quelli da leggere, appunti, recensioni ecc. cercandoli con l'inserimento del codice ISBN, presente nel retro di ogni copertina (nel caso lo disponiate già in casa) oppure semplicemente scrivendo il titolo nella sezione "cerca". A quel punto verrà visualizzata la copertina del libro cercato e alcuni dati. Sarà quidi possibile modificare alcune informazioni.
Un altro punto interessante è la possibilità di tenere un gruppo di contatti di amici con cui condividere titoli e autori, cui segnalare i libri più interessanti ecc.
Inoltre, si trovano commenti di altri utenti, preferenze e tanto altro.
Trovate la mia libreria tra gli elementi a sinistra. Lo consiglio a tutti gli appassionati di lettura!

Forze disperse

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Non siamo gocce nell'oceano










siamo gocce nell'aria









voglio essere ghiaccio con tutti.








Nuk jemi pika ne oqean
jemi pika ne ajer
dua te jem akull me gjth.

Un blog di confronto

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Vi segnalo questo blog, che si presenta come il primo blog italiano di un gay. Potete trovare tantissimi argomenti, discussioni e tanto altro dal punto di vista di un omosessuale; personalmente, trovo interessante questo confronto con un tema tanto delicato ai giorni nostri. Sfogliatelo, anche nei suoi commenti, prima di giungere a conclusioni affrettate!

Tento di tradurre

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Sto pensando di cimentarmi in un processo di internazionalizzazione del mio blog, traducendo alcuni post in albanese e in inglese (anche francese, ora che ci penso). Questo lavoro richiederà forse troppo tempo. Per ora ci provo.
Anch'io (con Vladimiro) sono contro i traduttori automatici che si trovano in giro. Perché si arrivi a un certo livello di traduzione, a una certa raffinatezza, servono computer capaci non solo di tradurre ogni singola parola, ma di capire il pensiero che si vuole esprimere dietro ogni singola frase. Già ho sentito parlare anche di un tentativo di creare un motore di ricerca che sappia interpretare anche i contenuti (e non solatanto le parole staccate le une dalle altre) delle pagine che sfoglia. Credo ci vorrà molto tempo prima di raggiungere simili risultati.

Farà un po' ridere questa traduzione in albanese...


Po mendoj per te internasionalizuar blogun time, me perkthimin e ca posteve ne shqipe dhe ne anglisht (ose ne frengjisht, tani qe po e mendoj). Kete pune ndoshta do shume kohe. Per tani vetem do e provoj.
Edhe une jam kundert programeve e perkthimin automatik qe gjejm ne Internet. Duhen kompjutera qe te din jo vetem te perkthejn çdo fjale, por edhe te kuptojn mendimin qe duam te them ne çdo folje. Kam tashme degjuar te flasin dhe per nje orvatje per krejuar nje motorr kerkimi qe te di te interpretoj permbajtjen (dhe jo vetem fjalet stakuara njerja nga tjetra) e faqeve qe shef. Mendoj qe do kaloj shume kohe para se te arrisin ne keto rezultatet.

Eshte nje cike e gabuar gramatikalisht kete perkthim, e di.

(Forse è un po' eccessivo, non trovate?)

giovedì 26 luglio 2007

Spectacular!

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Da poco si sta affermando un nuovo sport spettacolare, nato da un incredibile mix di 4 sport: la pallacanstro (la base), l'hockey, il football americano e la ginnastica artistica. Il tutto sotto il nome di slamball.
Nato dalla mente del giocatore Mason Gordon, questo sport ha immediatamente attirato l'attenzione per la sua spettacolarità; e ciò che contribuisce a questo successo è di sicuro l'elemento ginnastica artistica. Grazie ai trampolini elastici posizionati davanti ai due canestri (il campo è molto simile a quello di basket), si fanno rendere immancabili delle schiacciate da brivido.
Su Italia 1, alle 13,40, vengono trasmesse partite di slamball, commentate da Dan Peterson e Ciccio Valenti.

Ecco un assaggio delle acrobazie di uno sport chiamato anche "il basket da trampolino":



mercoledì 25 luglio 2007

Latte e patatine

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Latte. Vi riassumo una constatazione tratta da Focus n.176 riguardo al latte e ai suoi costi nei vari Paesi d'Europa e in Italia. Ovviamente, come al solito, nessuna notizia buona per noi.
In Germania e in Austria il latte fresco costa la metà rispetto al prezzo rilevato in Italia, ossia 0,60 euro contro 1, 30 al litro.
Il valore aggiunto del latte è dato dalle spese di raccolta, dalla pastorizzazione, dal confezionamento dalle rese del prodotto invenduto e dalla pubblicità (il tutto +0,45 euro al litro). I costi di distribuzione si alzano a causa della catena del freddo e delle frequenti consegne (+ 0,25 euro) e l'Iva (+ 0,30 euro). Questo è il percorso che viene seguito generalmente da un latte costoso.
Poi vi è quello a basso costo. Vengono aboliti i costi di distribuzione (cui provvede il supermarket) e quello di imballaggio.

Un ultimo consiglio che viene dato è quello di comprare il latte anche due giorni dalla scadenza: in realtà, nei supermercati viene ritirato appunto due giorni prima perché i consumatori non lo acquistano e viene regalato all'Onlus. Si è stimato se i consumatori cambiassero abitudine, il prezzo diminuirebbe del 15/20%.


Patatine. Per i chips, il discorso si aggrava ancor di più., soprattutto per le confezioni da 30 g. Si è capaci di far lievitare il prezzo base di 60 volte...un gioco di prestigio e di bravura. Infatti, da 0,5 euro al kg, si arriva a 28 euro al kg. Ma cosa può aumentare così tanto il loro valore? C'è da considerare il tipo di frittura (olio di oliva), l'arricchimento con altri ingredienti (formaggio, mais), la confezione (capiente o meno, di marca o meno, di cartone o di plastica).


Accorgimenti simili si possono fare ormai per troppi prodotti. Anche quelli primari, come per esempio la frutta e la verdura.

Ma quale pubblicità!

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Tra tutti i mezzi di comunicazione di massa che hanno sempre più credito e successo nella società odierna vi è sicuramente la pubblicità. A parer mio, una fra le più arroganti, che si infiltra nella mente della massa con quelle frasi schiette, che vogliono esprimere chissà quale concetto vitale. Un metodo direi brusco e indiretto. L'uso di immagini azzeccate si dimostra fondamentale per attirare l'attenzione. Prodotti inutili vengono appunto presentati come necessari a tutti i costi. Ma non prodotti e basta: prodotti di quella precisa marca.

Ecco che qui si instaura anche una vera e propria concorrenza fra le diverse marche che producono lo stesso tipo di prodotto. Fra i conflitti più noti troviamo sicuramente quello che vede schierati la Pepsi Cola e la Coca Cola. Nonostante tantissimi siano per così dire fedeli alla Coca Cola, perché si tratta di un marchio di più antica tradizione rispetto alla Pepsi, ho letto (non mi ricordo esattamente quando e dove) che su un campione di persone che venivano bendate e venivano loro posti due bicchieri, uno di Coca Cola e uno di Pepsi, alla domanda: "quale dei due ha il gusto migliore?" quasi tutti votavano la Pepsi. Questo dimostra che anche la pubblicità è un fattore notevole, anzi, forse il pincipale, per il successo di un prodotto. Per esempio, ho sentito dell'esistenza di una pubblicità nella quale un bambino, di fronte a una macchinetta contenente una lattina di Coca Cola, non riuscendo a raggiungere il pulsante per la selezione, ha disposto per terra due lattine di Pepsi che teneva in mano e vi è salito sopra in modo da permettersi la Coca Cola.
Esistono, negli Stati Uniti, le pubblicità in cui si mettono a confronto due o più prodotti, dimostrando come soltanto uno sia in realtà il migliore. In Italia, un evento simile è accaduto con la pubblicità della Tele 2 vs. Telecom Italia vs. Infostrada, nella quale si comparavano i prezzi. Ricordate?

Per colpire la gente, la pubblicità fa spesso ricorso a temi cari alla sensibilità umana, come lo sono la famiglia, il nido rappresentato dalla casa, il luogo per eccellenza dove si trova sicurezza, riposo e trasparenza, poi l'amicizia, l'amore... Altri sono così carini e bellini perché stupidi, oppure molto ironici;talvolta bastano delle immagini e una musica accattivante. Per questo tanti si sentono coinvolti in quello che si descrive, più o meno indirettamente, nella pubblicità. Tutti potenziali strumenti per penetrare nella massa e agire in essa. Coloro che si occupano di questo settore devono fare attenzione a ogni singolo aspetto, che all'apparenza può sembrare poco rilevante. Bisogna essere grandi interpretatori della mente per produrre pubblicità di successo...bisogna intuire le esigenze della popolazione, i suoi punti deboli, e sfruttarli.

Esistono poi, se si può dire, le pubblicità "serie": quegli stralci di immagini descritti da un narratore che devono dare la possibilità di riflettere su tematiche di attualità, come la fame nel mondo, la povertà, la mancanza idrica, l'istruzione...ma anche qui ogni loro tentativo di serietà svanisce, preceduti e seguiti come sono dal messaggio promozionale della Barilla (perché dove c'è Barilla c'è casa, lo capite, vero?) e lo scoiattolino della Daygum Protex. Io personalmente detesto questo modo di fare.

A proposito della Daygum, mi viene in mente quel video promozionale (grazie a Fede per il link) del tizio in motocicletta, nella bocca del quale si infila un piccione... Pensando alla fantastica chewing-gum che viene allegramente masticata e collegarla all'immagine del volatile di città non è il massimo...Se qualcuno sa darmi un'interpretazione di quest'immagine...Lo stesso dicasi per una vecchia pubblicità di Magnum (by Algida).

Spero di riprendere in mano questo tema, anche in seguito a una ricerca su Internet... queste qui sono soltanto opinioni personali!

martedì 24 luglio 2007

Dipendenti da tutto

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Ecco il mio risultato di dipendenza dal blog:

68%How Addicted to Blogging Are You?

Free Online Dating from Mingle2



Si è dipendenti da tantissime cose, tanto che spesso si confonde "dipendenza" da "abuso" o da semplice "condizionamento". Non ci si accorge nemmeno di essere dipendenti da qualcosa. Anzi, ciò accade per la maggior parte delle volte, altrimenti si tenterebbe di sciogliere questo legame. Ma accorgersi di essere dipendenti vuol dire essere già entrati nel tunnel; il punto è prevenire questo accorgimento, saper staccare la spina prima di infiltrarsi in un pozzo dalle pareti scivolose.

Un'opinione scientifica. Ecco cosa dichiara il Comitato degli Esperti del WHO:

ha definito la "dipendenza da una sostanza" come caratterizzata da:
a) desiderio (craving) e necessità compulsiva di continuare ad assumere la sostanza e ad ottenerla con qualunque mezzo;
b) tendenza ad aumentare la dose (tolleranza-assuefazione);
c) dipendenza psichica e fisica dagli effetti della sostanza (crisi di astinenza);
d) azione deteriore sull'individuo e sulla società.




Il sito da cui è stato preso è questo

lunedì 23 luglio 2007

Taizé - il ritorno

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Ieri notte siamo giunti a Desenzano, lasciandoci alle spalle quel piccolo mondo a parte che è Taizé. Un mondo davvero a parte, per il suo isolamento geografico e per il suo modo di vivere che discosta molto dal nostro. Ancora non saprei ben definire cosa ha prodotto quella settimana di parentesi, ma so che qualcosa c'è, di sicuro. Spero non rimanga nell'inconscio per sempre, ma che possa scoprire man mano.
Sembra che tutto sfumi via, quelle riflessioni con gli altri, quel confronto con ragazzi e adulti che sta lì nell'aria, da solo, retto soltanto dalla presenza di migliaia di persone di ogni parte del mondo. Sfugge tutto in questo momento, anche l'odore del cibo, anche la puzza di bagnato e di pioggia, la pazienza nelle file per prendere i pasti. Le risate, le canzoni. L'atmosfera della preghiera, le voci di tutta quella moltitudine che si apprestava a cantare, il sonno e la stanchezza che ti coglieva d'improvviso la sera e che si spegneva parzialmente in una mezza dormita su materassini. Tutto così lontano. E poi ancora, i campi, i più belli quelli di girasoli. La solitudine nella folla. Le chitarre che strimpellavano freneticamente. Il silenzio. Forse è il silenzio che più attendevo nel corso della giornata. Tre momenti al giorno di silenzio assoluto, prodotto dalla tensione di innumerevoli persone in una chiesa: tutto questo sforzo per pensare, pensare e poi pensare, adorare e credere.
Lasciarsi scappare ogni tanto un sorriso agli stranieri che parlano fra di loro nella loro lingua, e che tu apprezzi proprio per questo. Ah!
E dopo aver provato a gustare tutto ciò, ad assaporarlo per bene, si deve lasciare ogni legame. Rimane l'elaborazione di ogni singola esperienza. Per questo l'ho definita una parentesi, anche se per ora è stata soltanto aperta...

sabato 14 luglio 2007

Un atto di...

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Nella pagina di i-Google ho trovato questa notizia, ricavata dalla prima pagina del giornale la Repubblica, che, secondo me, ha del drammatico, non per il fatto in sé, ma per il pensiero che sta dietro a un atto simile.

Mestre, tre clandestini morti in tir frigorifero

Questa è l'intestazione dell'articolo del giornale, con il suo strambo consueto modo di scrivere, così schietto, ma a volte esageratamente distaccato. Alcuni articoli di giornale stupiscono per il loro tono emotivo che inseriscono, anche se il loro obiettivo principale è rapportare i fatti oggettivamente, illustrarli, nonostante spesso sia difficile anche questo.

Il problema dei clandestini è di grande attualità, non solo nel nostro Paese, ma in tutta Europa. Non sto qui ora a operare una serie di riflessioni che ormai sono arcinote a tutti, perché si trattano dei soliti ragionamenti che spuntano fuori quando si parla di immigrazione ecc.
Io credo ci voglia un po' di pazzia, tanto coraggio e soprattutto anche un po' di irresponsabilità per azzardarsi in un tentativo di fuga dal proprio Paese, senza avere nessun aiuto in tasca, nessun punto fermo da cui partire o cui giungere. Lasciare tutto al caso, o meglio, aprirsi man mano la strada, non lasciando nulla al caso.
Oppure, bisogna essere tremendamente disperati. Tutt'altro che abbandonarsi e rassegnarsi alla propria condizione... Questa gente non ha nulla da perdere, altrimenti non ne varrebbe la pena buttarsi in un pozzo dal quale salire è un'impresa spaventosamente difficile. Il pozzo è quello che si incontra quando si arriva in terra straniera, ossia nulla. Un pozzo fatto di nulla. Per questo poi si tende ad appellarsi a dei falsi rimedi, nei quali cercano una compensazione, almeno nell'apparenza, di questo vuoto: si cade nelle mani della malavita, ci si inceppa in giri di favoritismi, di compromessi, di vendette. Certo che questo è il passo successivo alla disperazione, è ancora peggio. Non so come chiamarlo... eppure deve avere un nome. Un fenomeno così riscontrato DEVE avere un nome preciso.
Ci sono altri, invece, che diventano ciechi di fronte alla disperazione: non hanno più il senso del pericolo, anche quello ovvio, imminente; per esempio, rischiare di rimanere congelati in un frigorifero a lungo andare. Forse ho sbagliato prima a parlare di pazzia: non esiste la pazzia in una fuga, perché la pazzia è una "dote" che si tiene sempre, non che si improvvisa soltanto in alcune circostanze.
Ogni cosa in questo mondo può essere sfruttato in due sensi: uno negativo e uno positivo. Qualsiasi cosa, ma proprio tutto.

E poi...Taizé

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Domani si parte per Taizé! Su consiglio di alcuni che ci sono stati gli anni precedenti, ho voluto azzardarmi a provare quest'esperienza. Spero risponderà alle mie aspettative, anzi, credo che il clima di Taizé andrà ben oltre le mie aspettative, da quanto mi è stato detto. Al ritorno, inserirò dei post relativi a riflessioni che verranno fuori nella prossima intensa settimana. Saluto tutti, ma proprio tutti! Vi sto ricordando uno per uno...
E nel caso sentissi quest'esperienza come unica, aspettatevi un po' di pubblicità da parte mia!

P.S. Saluto una persona in particolare, persona che si è meritata questo congedo che dedico solo a lei. Sperando di rivederla al più presto.

venerdì 13 luglio 2007

Non leggete, l'ho scritto e basta

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Secondo te (e tu sei il mondo)
un'impetuosa corrente
mi fracassa, creando corpo,
brandelli,
pezzi di materiale finito.
Sei tu il silenzio di un disastro.
Cigola la voce della porta che non si apre,
che non si muove.
Denuncia di pazzia,
un brivido vola e sfugge... l'ho colto!
Un attimo!
No, è soltanto amore, dopotutto,
cosa vuoi che sia?

Gocce di un'esistenza immensa,
rimembro di una persona immensa.

Sola. Vuota di pienezza.

Sweet Dreams are made of this (interpretazione dei sogni)

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Eccovi un esempio di due diverse interpretazioni di una stessa canzone: si tratta di Sweet Dreams (are made of this): una degli Eurythmics, l'altra di Marylin Manson. Prendendo anche in considerazione il significato delle parole:

Who am I to disagree?
Travel the world and the seven seas
Everybody's looking for something
Some of them want to use you
Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused

guardate attentamente ai pensieri, ai colori e alle sensazioni che l'espressione vocale e strumentale dei protagonisti dei diversi video suscitano... stiamo parlando di "sogni d'oro".







Credo che un'interpretazione di qualsiasi dato oggettivo, dettata dall'esperienza e dalla sensibilità personale, sia un grande specchio che rimiriamo agli altri di noi. L'interpretazione è una parola che può essere applicata a davvero tutto. Non c'è nulla che facciamo senza setacciarlo attraverso quel meraviglioso filtro, irripetibile, che è la nostra personalità.
Parlando di video musicali, bisogna rendere un brano visibile rispettando i dati oggettivi (il testo, la tonalità - maggiore o minore) o altri dati musicali molto specifici, che non conosco. Poi, bisogna renderlo visibile per quello che dice a noi. Questo è il punto più difficile soprattutto se l'interpretazione non è fine a noi stessi. Conciliare dati oggettivi e soggettivi è sempre un'impresa, perché il giudizio della gente esterna a noi si basa o sul confronto con loro stessi, o con la discrepanza che intercorre fra i cosiddetti dati oggettivi e quelli personali. Più siamo stati influenzati dalla nostra sensibilità (e lo mostriamo), più andiamo in contrasto con qualcuno.

In questo caso, credo che Marylin Manson sia quello che più ha seguito una sua scia emotiva (del tutto particolare), che io non ritrovo per nulla nella mia sfera personale: due tavolozze di colori completemente disgiunti.

giovedì 12 luglio 2007

Non è artificiale!

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Guardate questa fantastica creatura che l'occhio attento di mio fratello è riuscito a scovare in una vegetazione folta com'è quella dell'erba mezza secca. Anche questo insetto, per precisione uno scarabeo rinoceronte, era già secco quando l'ha rinvenuto. Si tratta di un esemplare maschio; misura più o meno 5 cm di lunghezza. L'abbiamo conservato con cura e, senza alcun trattamento particolare, a distanza di un mese è ancora integro (anche se più "friabile") e soprattutto non puzza!
Sotto è tutto coperto di peluria che fa solletico. L'unica cosa che non trovo, sono gli occhi...
Ammiratelo! (Forse dalle foto non si possono capire bene le dimensioni...)

Spettacolare...ma vero?

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Osservate questo video che ho trovato su YouTube per puro caso. Il tipo che dà quelle "steccate" è veramente bravo...troppo bravo. Ho dei dubbi, però. Non sono esperta di videomontaggi, ma alcuni punti mi sembrano veramente sospetti. Se qualcuno sa darmi indicazioni o pareri...

La "NM"

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Io sono esausta. Muoio di fronte a quei pensieri; non perché sono tanti, ma perché sono ingombranti nel cuore. Mi danno l'affanno, che si sente di sera nella solitudine di un ricordo. Darei qualsiasi cosa per essere capace di non pensare; la "Natura Matrigna" che ci ha dato questa facoltà, come sostiene Leopardi, è l'unica vera causa. E quindi tutto sfuma, perché noi siamo nati dalla Natura, ella ci ha creato, ma sembra ci debba prendere in giro, per questo suo modo di fare.
Se la Natura ci abbandona, allora a cosa ci possiamo agganciare? Non possiamo rimanere delusi da essa, sarebbe la fine. Dobbiamo solo illuderci che in fondo esistiamo per Lei, lasciarci abbandonare a culle di onde che non devono mai fermarsi di agitarci: onde che dobbiamo risvegliare noi, nel caso si dimenticassero di adempire al loro ruolo. Tormentarle per tormentarci.

Link musicali

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Voglio segnalare alcuni link utili a "suonatori di musica", sia che contengono tablature e accordi per canzoni moderne, sia che offrono spartiti gratis di musica classica (in particolare per pianoforte). Se qualcuno è interessato ad avere degli spartiti di pianoforte che non trova su Internet, io ho qualcosa in casa che posso scannerizzare e inserire sul blog. Se qualche appassionato di musica trova dei siti ancor più interessanti, può benissimo segnalarli nei commenti. Mi farebbe anche un favore! Grazie.

- pianotonight :soltanto per pianoforte

- Il Diogene:una raccolta di siti consigliati per tanti interessi; i più carini sono Testi&Canzoni e Composizioni.it; alcuni sono a pagamento!

- 4yougratis:il classico "4yougratis"; anche qui si trova di tutto, anche se non in abbondanza.

Non appena troverò altri siti interessanti, aggiornerò il post.

mercoledì 11 luglio 2007

A qualcuno...

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Mi sento in dovere di ringraziare una persona squisita che mi ha risvegliato un mucchio di concetti che, non so per quale motivo, avevo dimenticato per troppo tempo; concetti che mi avevano reso quella bellissima età che è la pre-adolescenza un tornado di bellezze da esplorare, interessi, e che sussistono tutt'ora, ma le cui radici sono scomparse, lasciando posto soltanto al risultato di quel processo. In questa fase sento spesso la ricerca di evasione verso due diversi fuochi: quello del ragionamento pacato e quello dei pensieri istintivi.
Ho sentito in un documentario l'altra sera che i giovani sono i più predisposti a violare i comportamenti civili e le regole perché nel loro cervello c'è ancora una forte instabilità, la più grave che mai attraverseranno: l'instabilità dovuta alla loro crescita a tutti i livelli. Una ricerca di equilibrio, insomma, che dura più o meno tempo, ma che determina un pericolo costante se vissuto stupidamente. Questo equilibrio passa dalla fanciullezza e si getta nel mondo dei giovani e degli adulti. La fragilità di carattere viene a galla solo quando si è soli e si ragiona; e se si giunge a conclusioni che non corrispondono all'idea che ti eri fatta di te stesso, sei in crisi. Un continuo tentativo di raggiungere se stessi, è questo in fondo uno degli scopi dell'uomo. Colmando poi la propria personalità con quella degli altri, stabilire realzioni.Vivere.
Questo è un ringraziamento personale che voglio rendere pubblico. Una contraddizione di termini: pubblico-personale. Teoricamente non regge, ma tante cose qui non tengono una base autentica.

Un primo suggerimento

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Ci sono! Un suggerimento per l'uso di questo blog: grazie al "coso rosa" (come lo chiama Vladi) che ho trovato in un altro blog per caso, chiunque passerà a visitare il sito può lasciare dei commenti immediati, soprattutto se non sono coerenti con nessun post. Oppure ancora, chattare direttamentre fra di voi e me, discutere "in diretta", confrontarvi, senza necessariamente inserire il proprio nome. Secondo me è molto utile come "cosino". Lo suggerisco anche a Daniel, cercando di ricambiare i suoi aiuti, anche se i miei e i suoi non si bilanceranno mai!
Grazie anche a Vladimiro.