mercoledì 31 ottobre 2007

C'è un po' di freddo

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Che tristezza vedere anni di una giovinezza, così entusiasmante da vivere, buttati via senza consapevolezza, completamente persi nel nulla, smarriti in sentieri bui e freddi. E stasera si gelava davvero fuori.

Ma io mi chiedo perché. Non è mai abbastanza chiedersi e poi non rispondere, ma davvero vorrei sapere cosa governa le leggi della giovinezza di tante ragazze e ragazzi.
Io non lo so, non so rispondere, eppure sono lì, vicino a me, li vedo ogni giorno, parlo con loro ogni giorno.
Sarà forse una "moda". Ormai ci si rifugia dietro a questa parola come se niente fosse. Ma sì, è una moda, prendiamola con leggerezza e senza preoccupazioni inutili e superflue.
Davvero non sentono che qualcosa eppure manca, in generale? Odio il vuoto, mi fa paura.
Devo diventare capace a non stupirmi più di fatti così scontati.

E poi, io continuo ad aver freddo... brrrrr!!!

martedì 30 ottobre 2007

Richiamo

3 commenti

Mi sto innamorando della voce.
Non credete che sia un mezzo di comunicazione fortissimo, di grande impatto? E chi la può fermare?
Chi osa arrestare una frase gridata o sussurata a un altro?
Chi crede di avere il diritto di poterlo fare?
Essa ha permesso di introdurre l'uomo nel cammino dell'evoluzione culturale, sociale e intellettuale, ha permesso di elaborare pensieri sempre più complessi, tanto che è diventata sinonimo di "opinione", "idea", "progetto". E' una bella invenzione, già.

Amo la voce, amo le vibrazioni che provoca, l'eco che ne deriva, l'insicurezza che ostende, la forza che la fa muovere. Perché esistono voci così soavi che sono più efficaci di qualsiasi berceuse, perché ne esistono altre che fanno trasparire una potenza enorme anche se le parole dette sono soltanto accennate, sottovoce, piano piano...
Ce ne sono alcune così basse che fanno vibrare anche la sedia sul quale è seduto chi la possiede: le onde si diffondono ovunque e ti toccano.
E poi il canto! La mescolanza e l'omogeneità delle voci, che si rincorrono, che giocano. Una apre la strada all'altra, una introduce l'altra, una evidenzia l'altra; le voci sì che sono cortesi.
C'è quella più modesta, che si nasconde, e quella più spiccata e viva che emerge e trascina tutti: si inizia così ad ondeggiare con la voce e con la melodia.
La disegno: un uovo, bello tondo, pieno, compatto.
Uno stecco, rigido e secco.
Un'onda, impetuosa e trasgressiva.
Una lama, tagliente e acuta.
Sabbia, sottile e poco omogenea.
Panna (montata), morbida e schiumosa, leggera e voluminosa...

Panta rei, tutto scorre. Ma ciò che conta è scovare il perché e la forza che mette in moto tutto. E' una piacevole scoperta, ma prima si osserva. Non sai cosa devi scoprire, tu continua ad osservare e basta.

Amo lo strumento chiamato voce.

domenica 28 ottobre 2007

Giornata to remember

2 commenti

Mi hanno già anticipata di parecchio riguardo all'argomento di questo post Daniel e Chiara.

Forse ora registrerò fatti che interessano solo a me, e per la memoria del mio blog-diario, ma non importa assolutamente nulla, vero?

Ieri è stata una giornata intensissima, tanto che sono arrivata alla fine di essa al limite delle forze.
Ora che ci penso, l'intensità non era di sicuro fisica, ma solo di concentrazione e di nervi.
Ma procedendo con ordine... Arrivati alla scuola media di S. Felice (e che scuola...), dopo un po' di tempo necessario per sistemare le valigie e il palco, abbiamo provato per due ore abbondanti.

Un po' di ruggine ce l'avevamo tutti, si è notato; un po' di stanchezza, pure. Qualcuno ha anche dato qualche segno d'impazienza, ma prima dell'inizio dello spettacolo tanta tanta tanta tensione. Personalmente, mi sono stupita di me stessa: dopo 8 repliche, non avrei mai pensato di riprendere in vita l'agitazione che mi ha alimentata nella prima.
Io avrei voluto filmare questo spettacolo, e far girare la pellicola delle 1-ora-e-mezza-moltiplicato-per-nove-che-è-il-numero-di-repliche, e godermela tutta di fila. Probabilmente le prime due o tre saranno tutte molto simili, qualcosa forse incomincia a cambiare dalla quarta, quinta... un po' di indifferenza ormai nella sesta e successivi... chissà che andamenti si delineano nell'osservarli bene!
Ci sono state dei particolari stimoli ieri che mi hanno animata in modo particolare. E nel bel pieno di questo evolversi continuo, il nostro Fausto ci ha parlato di motivazione.
Dovrei forse rendere conto a tutti quelli cui ieri non ho risposto del motivo per cui non l'ho fatto?
No, certo che no. E' incredibile come ci si possa trasformare da un attimo a un altro, per cause intestine a noi.
Non si chiama essere lunatici.
E forse parlare ed agire nel momento in cui qualcosa si muove dentro, automaticamente traspare ed è pronto lì per essere accolto da chi ti ascolta o ti vede.

Come mi piace parlare di cambiamenti!

Ritornando a ieri sera, una grande sopresa è stata appunto l'incontro con Cassa. Non mi era mai capitato di attuare il processo inverso rispetto a quello che capita, per essempio, con quelli della blogosfera desenzanese: dal contatto della vita reale, e da un ricordo visivo, gestuale di un blogger, intravedere e cercare una conferma di questo contatto nelle parole scritte e nei commenti; qui invece, dai commenti e ai post scritti, ha preso forma questa personalità, che ieri si è concretizzata con un incontro vivo. Uao!!! Queste piccole cose mi entusiasmano, mi girano la giornata da così a cosà!
Poi Stefy è venuto a vederci, così come Micaela e Anna.
Poi abbiamo mangiato la pizza tutti insieme (grazie ai profe!).
Poi mi sono quasi addormentata in macchina di Daniel al ritorno.
E poi le luci si sono spente. E dopo la scena di Hilbert, non è un sollievo da poco.

giovedì 25 ottobre 2007

Un orecchio assoluto

9 commenti

In ambito musicale, parlando di "quello ha orecchio", "quello è duro", mi sono spesso scontrata con diverse teorie inerenti lo stabilire un limite, una separazione netta, indice del cosiddetto orecchio assoluto. E tutti me l'hanno definito in modo diverso.
In effetti, un limite vero e proprio non esiste.
Definizione. Teoricamente, secondo quanto scritto anche su Wikipedia, con esso si intende la capacità di identificare le note di un brano musicale.

I quattro vantaggi principali di uno orecchio assoluto sono quattro:
  • identificare le note in un brano musicale ed associarle al loro nome, senza bisogno di trovarne la corrispondenza su uno strumento;
  • riconoscere gli accordi di un brano;
  • identificare la tonalità di un brano;
  • discernere la correttezza dell'accordatura di uno strumento.
Io aggiungerei, al primo punto, saperle identificare senza punti di riferimento, perché altrimenti si parlerebbe di orecchio relativo, che permette di stabilire l'intervallo fra due note, quindi l'identificazione della seconda in base alla prima.

Esistono tanti racconti, dai toni quasi leggendari, legati a ragazzi musicisti, bambini addirittura, che hanno questa grande dote, ma in realtà sono pochissimi quelli che veramente ce l'hanno.

Ho trovato un'interessante testimonianza di un uomo che narra il suo rapporto con questo singolare aspetto delle sue capacità.
Di fronte alla mia grande invidia per questa dote, vengo subito rincuorata da questa frase:

Per quello che mi riguarda non mi ha aiutato più di tanto nello studio e del lavoro, e altri tipi di predisposizione sono decisamente più utili.

Ecco però due grossi svantaggi, legati a discorsi un po' più tecnici, ossia la frequenza delle varie note che in alcune musiche subisono dei cambiamenti:

L'orecchio assoluto, a volte, é uno svantaggio. Capita, per esempio, che nella musica barocca si utilizzi, per motivi storici, una intonazione di base più bassa di quella adesso in uso; per intendersi, la nota di riferimento la3 intonata a 415 Hz anziché 440 Hz (come é l'uso moderno, in Italia addirittura prescritto da una legge).

Un altro svantaggio dell'orecchio assoluto capita quando bisogna trasportare un brano di tonalità.

Questa invece è un'annotazione riguardo ai suoi abituali ascolti; ha buttato sull'ironico tanti rimpianti di avere un orecchio anche solo relativo, ma non assoluto:

Un punto più sottile per cui avere l'orecchio assoluto é, a volte, piuttosto un disturbo che un aiuto, é che si prende l'attitudine ad analizzare troppo la musica. Mentre un pezzo di musica passa alla radio, io sento tutte le singole note e la mia mente, involontariamente, incomincia a spararne fuori i nomi a raffica. Fa mi re mi fa sol do mi la do mi.... un altro, invece, sente solo che é la mazurka di Migliavacca e magari gli viene voglia di ballare (che a me non viene).

Questo mi ricorda tanto Cardano, il quale invece si sognava di notte i numeri e le equazioni cubiche! Altro che sogni...

Ma ecco anche cosa stupisce tanto (e si invidia) di un orecchio assoluto:

Una capacità che non manca mai di stupire i non orecchio-assolutisti é quella di stabilire, irrevocabilmente, se un cantante sta cantando in tono ("ha abbassato la pira di mezzo tono" - "wow, che bravo, come si vede che hai l'orecchio assoluto").

La conclusione è, tuttavia, piuttosto amara:

Tutto sommato, l'unica reale certezza che ho dal possedere l'orecchio assoluto é che non avrò mai bisogno di comprare un frequenzimetro. Come consolazione, non é che poi sia così ampia.

Tantissimi famosi musicisti non possedevano questa dote, e si sono affermati lo stesso. L'importante, oserei dire fondamentale, per un musicista, come viene evidenziato, è possedere (ma bisogna esercitarlo!!!) l'orecchio relativo.

Nonostante tutti questi avvertimenti, la possibilità di avere un orecchio assoluto non mi dispiacerebbe per nulla. Dev'essere una sensazione totalmente diversa, ascoltare il mondo con orecchie così particolari. Come avere un altro cervello, in fondo, oppure occhi in grado di vedere piccolissimi particolari a notevole distanza... Wow...

mercoledì 24 ottobre 2007

Miniclip

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Per quando non sapete cosa fare, la noia uccide, ho un rimedio adatto (citando il nostro amato spettacolo): un sito di giochini spastici per ore spastiche da passare spasticamente.


http://www.miniclip.com/games/it/



(Però alcune sono davvero carine!)

Piccola stima

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Cosa fa ogni singolo componente della razza umana se non parlare con altri suoi simili di tre principali argomenti?
Sapete quali?

1) Pettegolezzi.

2) Problemi.

3) Politica.

(AAAAAAAAH! Sono le tre P!!!)

Ma direi che il più sostanzioso è di gran lunga la componente dei problemi, quelli personali, beninteso.
Qual è il punto di riferimento di ogni persona, il luogo in cui dovrebbe esporsi di più, la cerchia che la fa parlare più apertamente di qualunque altra? La famiglia, certo.
E per quale motivo? Perché parliamo dei nostri problemi, includiamo pure dubbi, perplessità, desideri ostacolati.
C'è qualcosa di veramente banale che lega due grandissimi amici: pettegolezzi, problemi, politica.
Lo ammetto, non sono tra loro. E non per la banalità, ma per la grandissima amicizia.

martedì 23 ottobre 2007

Linguette

4 commenti

Avete notato qualcosa di cambiato nel layout del blog???
No?

Le etichette proprio qui sopra, o meglio, sotto il titolo.

Mi scuserete la demenzialità dei prossimi post, ma mi servono per completare le linguette e sistemare il tutto.

E nutriamolo!

1 commenti

E' da troppo tempo che non aggiorno il blog. Non ho avuto nessun problema di connessione o comunque tecnico. Eppure, non capisco il motivo, il tempo è quello. Chissà cosa mi ha (in)trattenuta tanto, non me ne rendo conto, nemmeno a pensarci.
Ho salvato bozze su bozze, le ho tenute lì salvate da una settimana in giù, ma non ho mai pubblicato niente.
Boh.

Un blog lentamente muore quando non si aggiorna, l'ho verificato questa settimana.
Sembra quasi che l'abbia tenuto senza nutrimento, povero, sta morendo di fame. Ha bisogno di mangiare.
Non so ancora se cambiargli le scatolette di cibo: usare una marca diversa o semplicemente prodotto nuovo?

mercoledì 17 ottobre 2007

Scambio link

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Forse è meglio che dedichi uno spazio apposta per lo scambio di link.

Qui c'è l'elenco di tutti i blog che seguo.

www.bajrak.blogspot.com

Il blog del comune di Minturno


Civitaweb


Il blog di Alessio

My Personal Paradise

CoseDalMioMondo

Isola di Parole

Il Segnalatore

Link x te

Alieno per caso

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Una community tira l'altra...

Broooom

Un post al Web

Il confine tra il reale e l'assurdo

lunedì 15 ottobre 2007

Aneddoto scolastico

3 commenti

Ora di inglese; momento: correzione dei compiti; ore: 12.37; classe: non la mia.

Teacher: (rivolgendosi all'alunno x) Do the next sentence, please.

Alunno X: Non ho fatto i compiti! (interrompendo i 37 minuti di solo inglese portati avanti a fatica dalla profe)

Teacher: Why not? (faccia un po' irritata)

Alunno X: (recuperando l'inglese che aveva perso per un attimo) Because change happens.

Beh, il seguito è solo da immaginare...