mercoledì 25 luglio 2007

Ma quale pubblicità!

Tra tutti i mezzi di comunicazione di massa che hanno sempre più credito e successo nella società odierna vi è sicuramente la pubblicità. A parer mio, una fra le più arroganti, che si infiltra nella mente della massa con quelle frasi schiette, che vogliono esprimere chissà quale concetto vitale. Un metodo direi brusco e indiretto. L'uso di immagini azzeccate si dimostra fondamentale per attirare l'attenzione. Prodotti inutili vengono appunto presentati come necessari a tutti i costi. Ma non prodotti e basta: prodotti di quella precisa marca.

Ecco che qui si instaura anche una vera e propria concorrenza fra le diverse marche che producono lo stesso tipo di prodotto. Fra i conflitti più noti troviamo sicuramente quello che vede schierati la Pepsi Cola e la Coca Cola. Nonostante tantissimi siano per così dire fedeli alla Coca Cola, perché si tratta di un marchio di più antica tradizione rispetto alla Pepsi, ho letto (non mi ricordo esattamente quando e dove) che su un campione di persone che venivano bendate e venivano loro posti due bicchieri, uno di Coca Cola e uno di Pepsi, alla domanda: "quale dei due ha il gusto migliore?" quasi tutti votavano la Pepsi. Questo dimostra che anche la pubblicità è un fattore notevole, anzi, forse il pincipale, per il successo di un prodotto. Per esempio, ho sentito dell'esistenza di una pubblicità nella quale un bambino, di fronte a una macchinetta contenente una lattina di Coca Cola, non riuscendo a raggiungere il pulsante per la selezione, ha disposto per terra due lattine di Pepsi che teneva in mano e vi è salito sopra in modo da permettersi la Coca Cola.
Esistono, negli Stati Uniti, le pubblicità in cui si mettono a confronto due o più prodotti, dimostrando come soltanto uno sia in realtà il migliore. In Italia, un evento simile è accaduto con la pubblicità della Tele 2 vs. Telecom Italia vs. Infostrada, nella quale si comparavano i prezzi. Ricordate?

Per colpire la gente, la pubblicità fa spesso ricorso a temi cari alla sensibilità umana, come lo sono la famiglia, il nido rappresentato dalla casa, il luogo per eccellenza dove si trova sicurezza, riposo e trasparenza, poi l'amicizia, l'amore... Altri sono così carini e bellini perché stupidi, oppure molto ironici;talvolta bastano delle immagini e una musica accattivante. Per questo tanti si sentono coinvolti in quello che si descrive, più o meno indirettamente, nella pubblicità. Tutti potenziali strumenti per penetrare nella massa e agire in essa. Coloro che si occupano di questo settore devono fare attenzione a ogni singolo aspetto, che all'apparenza può sembrare poco rilevante. Bisogna essere grandi interpretatori della mente per produrre pubblicità di successo...bisogna intuire le esigenze della popolazione, i suoi punti deboli, e sfruttarli.

Esistono poi, se si può dire, le pubblicità "serie": quegli stralci di immagini descritti da un narratore che devono dare la possibilità di riflettere su tematiche di attualità, come la fame nel mondo, la povertà, la mancanza idrica, l'istruzione...ma anche qui ogni loro tentativo di serietà svanisce, preceduti e seguiti come sono dal messaggio promozionale della Barilla (perché dove c'è Barilla c'è casa, lo capite, vero?) e lo scoiattolino della Daygum Protex. Io personalmente detesto questo modo di fare.

A proposito della Daygum, mi viene in mente quel video promozionale (grazie a Fede per il link) del tizio in motocicletta, nella bocca del quale si infila un piccione... Pensando alla fantastica chewing-gum che viene allegramente masticata e collegarla all'immagine del volatile di città non è il massimo...Se qualcuno sa darmi un'interpretazione di quest'immagine...Lo stesso dicasi per una vecchia pubblicità di Magnum (by Algida).

Spero di riprendere in mano questo tema, anche in seguito a una ricerca su Internet... queste qui sono soltanto opinioni personali!

3 commenti:

Vladimiro ha detto...

Ci sono un sacco di ottimi trattati al proposito. Sono perfettamente daccordo ma fino a che punto è etico pubblicizzare un proprio prodotto? E in che modo? Per me ad esempio non è molto etica la pubblicità televisiva. Ma è una visione che devo definire meglio.

Daniel ha detto...

a) Penso che il significato della pubblicità della Daygum sia il seguente: il tipo spalanca la bocca perché vede la tipa; il piccione gli si infila in bocca; lui lo sputa fuori; lui desidera di lavarsi i denti, perché l'animale gli è entrato in retro in bocca; non può lavarsi i denti perché è fuori casa (magari sta andando ad un appuntamento); a questo punto diventa NECESSARIA la chewing-gum, perché si pone sul mercato come valida alternativa al lavagio tradizioale dei denti.

b) Dal mio punto di vista nulla deve essere etico (/giusto) in economia e la pubbicità rientra in un processo utile al libero mercato. Scriverò sicuramente u post sulla mia posizione.

Censurato ha detto...

"Per esempio, ho sentito dell'esistenza di una pubblicità nella quale un bambino, di fronte a una macchinetta contenente una lattina di Coca Cola, non riuscendo a raggiungere il pulsante per la selezione, ha disposto per terra due lattine di Pepsi che teneva in mano e vi è salito sopra in modo da permettersi la Coca Cola."...Ti segnalo che è il contrario, ti sarai confusa. Guarda lo spot nel mio blog, qui: http://censurato.splinder.com/post/13327448